Ci troviamo a Verona, nel lontano 1597.
Due famiglie, i Montecchi e i Capuleti, si odiano a morte.
In mezzo a questo caos di sangue e di mazzate per tutti, William Shakespeare decide di scrivere la storia d’amore più famosa, tragica, e strappalacrime di sempre.
Due giovani amanti, un destino segnato, un finale che conosciamo proprio tutti e fin troppo bene.
So far so good…
Fast-Forward fino al 1980.
Mark Knopfler prende quella stessa storia e la trasforma in Romeo and Juliet dei Dire Straits.
Capolavoro assoluto, una delle canzoni più belle tra tutte quelle scritte al di sotto della volta celeste dai tempi della sua creazione.
Un pezzo che ha fatto piangere e sognare tutta la generazione precedente alla mia.
Poi, però, siamo arrivati noi.
Prendi tutto questo e scaraventalo dentro un multiverso punk-rock.
In questa nostra versione battezzata Montagues and Capulets, Romeo è un venditore d’auto che ha suonato la batteria, mentre Giulietta è un valoroso e fiero lattaio che ha suonato il basso, la chitarra, e ha starnazzato dentro ad un microfono.
—Abbiate pazienza, nonostante la mia sconfinata passione per la ciaccarella, non potevo di certo lasciare a Mester il ruolo di Giulietta… Lui è troppo un esemplare alfa per starsene sul balcone!—
Suoniamo questo pezzo insieme da una vita, ma non ci siamo mai presi il tempo necessario per inciderne una versione con tutti i crismi del caso.
Almeno fino a questo momento.
Siamo cambiati tantissimo, sono cambiato tantissimo.
Non canterei più queste parole immortali con la stessa testa di diciannove anni fa, ho dovuto portarle nel mio presente per poterle rendere mie e per poterle indossare nuovamente.
Spero davvero tanto che ti piaccia.
La nostra cover è fuori ora.
Segui il link e alza il volume!
Bacchette.
