«…anche più della musica?»

sì!

‘mocc.
your favorite milk delivery boy.


L’unica cosa positiva in tutta questa storia è che non mi ha scelto.

Lei subisce quasi tutti i giorni la mia presenza solo ed esclusivamente perché il fato ha voluto così.
Voleva starsene in un negozio a vendere libri, se ne sta in un negozio a caricare prodotti freschi su delle vetrine refrigerate.
Dice che sono il suo collega preferito, quindi o si tratta di sindrome di Stoccolma, oppure pensa a quanto cazzo deve schifare l’intera popolazione di Via Conciliazione angolo Via Calciati.
Spesso mi sento davvero in colpa per le cose che è costretta a subire, starmi vicino non è per niente facile.

L’unica cosa positiva in tutta questa storia è che non mi ha scelto.

Sono tipo le sette meno un quarto o giù di lì, siamo entrambi nella corsia due, lei sta affrontando il primo di una infinita serie di bancali di yogurt, io sto rifornendo la pasta fresca.

«Simooooooo!»

«Che c’è?»

«Devo chiederti una cosa, ti sembrerà un po’ strana, ma la tua risposta mi serve per una cosa che prima o poi vorrei scrivere. Oh, ma mi stai ascoltando??»

«Sì, sì, ti sto ascoltando! Fammi sta cazzo di domanda.»

«Ok, allora… Non siamo soli nell’universo, e tu sei l’unica persona venuta a contatto con una forma di vita proveniente da un altro pianeta. Ci siamo?»

«Ooook, ci sono.»

«Bravissima! Ti fa una domanda, vuole sapere da te quale sia la cosa più bella presente sulla terra, la cosa che ti fa sentire più viva, la cosa che proprio non può fare a meno di vedere. Cosa gli rispondi?»

«Posso pensarci almeno un secondo?»

«Eh no, è proprio questo il punto! Devi rispondere velocemente, altrimenti tutto questo non ha più nessun significato.»

Mi dà la sua risposta.
Io sorrido, la ringrazio, e torniamo a concentrarci sul puttanaio di roba che hanno mandato stamattina.
Passano pochi minuti, dopodiché mi fa:

«Tu invece?»

«Che cosa?» le rispondo con un mezzo sorriso, uno di quelli del tipo “ho capito benissimo la tua domanda, ma voglio gustarmi il momento”.

«Se lo chiedesse a te, cosa risponeresti?» dice lei, con quella faccia da furbetta che ormai è diventato il suo trademark.

Le rispondo con due parole, un nome e un cognome.

Ci pieghiamo in due dalle risate, anche perché era l’unica reazione possibile dopo aver tirato una cannonata del genere, poi lei cerca di darsi un tono e mi chiede:

«Anche più della musica?»

Ora, lasciamo un attimo da parte quella povera disgraziata e torniamo a noi, ti va?

Se ti aspetti di conoscere le nostre risposte, significa che non mi conosci davvero.
La lealtà è uno dei pochi tra i miei pregi che mi riconosco, non avrebbe senso, e non voglio condizionarti.
Tanto da accontentarti almeno un minimo, e per toglierti qualche dubbio: non una relazione passata, non una fan di Shiva, e nemmeno la signorina che mi ha scamazzato da aprile ad agosto dell’anno scorso.
Siamo proprio da un’altra parte.

Anche più della musica?
Non ha senso rispondere.
Parliamo di una cosa per me troppo grande, è il primo ricordo che ho da quando esisto, e non c’è stato un singolo momento in tutta la mia vita in cui non l’ho messa al primo posto.
Sempre.
Per sempre.

Comunque, per come la vedo io sulla prima risposta, mi torna in mente un vecchio spot.
Una sciacquetta se ne sta sdraiata su di un morbido lettino nero dalle linee moderne, ed il suo terapista se ne esce con una cosa del tipo: «Tell me the first thing that comes through your mind.»
Lei pensa alle peggio cose, ma tipo male male qui, dopodiché risponde: «Mmh… chocolate?»
Lui alza un sopracciglio, in quanto non è autorizzato a dirle “ma stai zitta, bucchinara!” e la pubblicità finisce così.

È la prima risposta che conta, devi essere veloce, non devi pensare alle conseguenze delle tue parole.

Contento di aver risposto così.
O forse per niente, ma che cazzo è??
Però, dai… se ci sto ridendo su ancora adesso a distanza di più di dodici ore, tutto sommato non va poi così male.

Ora, posso chiederti una cosa?

Ti sembrerà un po’ strana, ma la tua risposta mi serve per una cosa che prima o poi vorrei scrivere.

Non siamo soli nell’universo, e tu sei l’unica persona venuta a contatto con una forma di vita proveniente da un altro pianeta.

Ci siamo?

Perfetto.

Ti fa una domanda, vuole sapere da te quale sia la cosa più bella presente sulla terra, la cosa che ti fa sentire più vivo, la cosa che proprio non può fare a meno di vedere.

Cosa gli rispondi?

Perdici due minuti e scrivimi se ti va, dico sul serio, mi saresti davvero tanto di aiuto.

’mocc.
your favorite milk delivery boy.