Buon pomeriggio, stronzi!
Chiudo un aprile particolarmente intenso dove, non ci si crede, sono riuscito a fare praticamente tutto ciò che avevo in mente.
Oggi non sono proprio al top della forma, non lo sono per niente in realtà, quindi ho deciso di guardarmi un po’ indietro e di darmi una bella pacca sulla spalla da solo.
È stato proprio un bel viaggio, a cominciare dalla storia di Lorenzo e Gabriele — che mi è valsa il soprannome di “Lollo”, e sì, mia madre ogni tanto mi chiama ancora così, mentre per il povero Gabriele le frasi sono decisamente peggiori, ma meglio glissare. —
Siamo poi passati per l’episodio pilota e il primo capitolo dei “diari di un manigoldo” — e chi se lo aspettava che le avventure di Ryoga, elfo dei boschi dall’outfit discutibile, e del suo inseparabile gufo Manigoldo potessero prendervi così tanto? —
Scivolando poi fino alla storia dell’anziana disegnatrice di manga in vena di riflessioni profonde—che ha regalato al povero Brunello il suo secondo soprannome, “La vecchia”. —
Infine gli “Out-Takes ’25” usciti ieri sera: lì abbiamo toccato vette altissime, con il pezzo più bello di Sant’Antonio Hueber da Padova — in arte Tony Boy, vero GOAT! — e un brano rubato a Sebastian della Sirenetta, entrambi catapultati in un’ambientazione punk rock governata da un venditore d’auto e da un valoroso lattaio.
Trovo giusto spendere due righe per un “mezzo grazie”.
Sono cose che ho fatto fondamentalmente per me stesso, per liberarmi da alcuni pensieri scomodi, per cementare ricordi o omaggiare qualcuno; in fondo è l’unica terapia che mi posso permettere visto il CUD striminzito.
Ad ogni modo, averle condivise con voi, averci parlato e scherzato su, le ha rese ancora più belle.
Non vorrei ammetterlo, ma lasciare uno spiraglio aperto nel mio mondo e fare qualcosa insieme a qualcun altro — o dedicarla a qualcun altro — mi permette di apprezzare un minimo di quel lato umano che di solito tengo nascosto e al sicuro dal resto del mondo, irraggiungibile.
Quindi grazie davvero per la strada percorsa insieme.
Non serve e non c’ho lo sbatti di fare nomi, you know who you are.
‘Mocc.
Your Favorite Milk Delivery Boy.