A.: “Sai già cosa sto per chiederti.”
B.: “Ma non mi dire. Aspetta, fammi indovinare… Vuoi rifare la parte di basso.”
A.: “Dai, posso fare di meglio. So che lo pensi anche tu.”
B.: “Si può sempre fare meglio, ma a me suona anche così. Un po’ maleducata.”
A.: “Possiamo rifarla?”
B.: “Sei Serio? Che sbatti!”
A.: “Dai, ti prego… Solo un altro paio di take, promesso.”
B.: “♫ puzzo d’eeerbaaa come un chilo d’eeerbaaa woo oow! ♫”
A.: “Bene, mi fa piacere, immagino tu stia meglio con lo stomaco. Chi è, il tuo amico Tony?”
B.: “Effettivamente sto molto meglio, grazie! No, non è Tony, è un pezzo dei Beatles, sta su Sgt. Pepper’s eccetera.”
A.: “Simpatico il lattaio. Dovresti riascoltartelo quel disco, vista la quantità di merda che è finita nella tua libreria musicale!”
B.: “Touche! Stamattina ho messo su qualche pezzo dei Porcupine Tree da In Absentia. È abbastanza per il tuo palato raffinato?”
A.: “Gne Gne Gne!”
B.: “Grazie per l’interesse comunque.”
A.: “Quando vuoi. In realtà non me ne frega davvero un cazzo, basta che rifacciamo il basso.”
B.: “Eccolo! Apprezzo l’onesta.”
A.: “Te lo devo succhiare?”
B.: “Anche no. Facciamo così. Questa settimana lavoro al pomeriggio. Una mattina di queste, tranne giovedì che devo scrivere per la sessione di D&D, passa in Via Carli. Facciamo colazione, diamo una riascoltata generale, ed EVENTUALMENTE rifacciamo le tracce. Non ho ancora cambiato le corde al Precision, puoi usarlo… EVENTUALMENTE.”
A.: “Grazie Brunino Mio! Ti voglio bene, davvero!”
B.: “Eh… Tua Madre!”
A.: “Cosa?”
B.: “TUA MADRE!”
A.: “Si, ho sentito! Non capisco cosa c’entri mia madre.”
B.: “Sei un po’ lentino oggi? Vuoi che te lo dica davvero, o facciamo come se?”
A.: “Facciamo come se. Meglio.”
B.: “Bravo, ottima scelta! Comunque al cioccolato, se c’è. Altrimenti fai tu.”
A.: “Ti ho perso…”
B.: “La brioche. Per me al cioccolato, grazie.”
A.: “Ma nemmeno se la ingoi tutta in un solo boccone!”
B.: “Oh, come sei dolce! Spero tu stia sempre parlando della brioche.”
A.: “Ti lascio libero di interpretare. Un po’ come la storia di mia madre.”
B.: “Devo andare. Ci sentiamo più tardi.”
A.: “Ok. Venerdì mattina può andare?”
B.: “Perfetto, non vedo l’ora. Sarò quello con il pigiama della Juve e le calze con i draghetti.”
A.: “Ma P***o D*o!”
B.: “Buona giornata, cutie pie!”
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