Se avessi il coraggio di scriverti.
“Che fine hai fatto” sarebbe un pessimo modo per iniziare, risponderesti “non ti sei più fatto vivo” e nemmeno avrei voglia di spiegarti il perché, spiegarti quanto non sono capace di fare queste cose.
È come se avessi paura che tutto sommato a te stia bene cosi, senza di me intorno, e lo capirei anche…
Non penso di essere il tipo di persona per la quale valga la pena lottare o farsi degli sbatti.
Di solito lascio correre e mi dico sempre “dai Brunino, sei sopravvissuto a molto molto peggio”.
È che a sto giro sto facendo davvero fatica a farmene una ragione, fatica a capire perché non passa…
Non hai idea di quanto mi manca averti intorno.
le disavventure del lattaio con l’innamoramento facile.
Ci sei già stato.
“Ci sei già stato.
E poi non dovresti nemmeno perderti dentro queste cose.
Non sono nuove.
Non puoi dire di essere cresciuto per davvero se ancora non hai capito come funziona.
Ci sei già stato, non ricordi?”

These are the days we won’t regret… These are the days we will never forget.
20 Agosto 2015.

Non me ne frega niente, ti trafiggo!
Sarà…
Sarà per la nottataccia post-dentista, testa e stipendio che se ne vanno, lenzuola strappate a morsi.
Sarà per l’esultanza “non esultanza” a la #NoToRacism di Kean (che tra l’altro costerà cara: vittoria a tavolino del Cagliari, Juventus multata, e scudetto assegnato all’inter… dai che in fondo a loro piace così).
Sarà per la discussione all’Atlantic sui disegni con la schiuma del cappuccino. Ci vedevo una mela, giuro che c’era chi ci ha visto dentro un culo… non so spiegare. Discussione poi dirottata con abbracci e fusa con la barista che, facendo leva sull’effetto che hanno le persone con gli occhi blu su di me, cercava di farsi perdonare una battutaccia sulla mia “pettinatura”.
Sarà per questo pomeriggio che scorre via prima leggendo la gazza/facendo merenda/ascoltando i Drenge e poi con in braccio la mia Fender Stratocaster a scrivere musica perché ci sono poche cose al mondo che mi piacciono più di questo.
Sarà perché stasera si suona, ed è un po’ speciale perché il mio eterno braccio destro si unisce alla band… e non vedo l’ora.
Sarà perché “mammt è ‘na bucchina”, e fa lo stesso se il correttore automatico mi suggerisce di scrivere “zucchina”… che poi se proprio trovi questa espressione così volgare, potresti sempre propormi “tua madre è quella che è”, lo troverei parecchio “più funzionale”.
Sarà.
Il lupo perde il pelo.
Produzione Scritta: Parlami dei lati positivi del tuo mestiere.
Ti senti “sdraiato a terra come i Doors” (perché “spaccato a merda” fa decisamente troppo teen, in chiaro contrasto con i tuoi quasi 31 anni, e poi c’hai voglia di creare un nuovo modo per esprimere questo disagio… grazie Lauro).
Ti stai chiedendo “cosa cazzo ci faccio qui?”, oppure “ma perché stamattina non ho chiamato Vincenzo (dott. Braghieri) e fanculo a tutto, si dorme fino a mezzogiorno?”
Poi “radio esse” fa suonare nell’interfono un pezzo dei Train, sì quel pezzo dei Train, e tu te ne freghi di dove sei, o di quante persone potresti avere intorno (dopotutto quando indossi quel camice diventi “quasi invisibile” come con le carrelate, spinte, sportellate, rispetto) e subito “She acts like summer and walks like raaaaain, reminds me that there’s a time to change, heyheeeyheyheeey” manco fossi una sciacquetta quindicenne (esclusa la voce sporca a causa di qualche cattiva abitudine) perché è giusto così…
Temo di essere “cresciuto” senza aver mai perso i miei vizi peggiori.
Nessuna soluzione al problema in programma, ma per adesso ho iniziato con un filetto di merluzzo gratinato con funghi, un paio di Ichnusa per sostenere la protesta dei pastori sardi, e dal momento in cui stasera se la giocano Tottenham e Borussia Dortmund (due tra le mie squadre preferite in assoluto) immagino ne stapperò ancora un paio e mi godrò questa serata di Champions.
‘mocc.
Yours.
Brun-eee-no.
Ridi, ridi…
Carta e penna sempre a portata di mano… Dopotutto ero il “leader” dei Tapes, o almeno il singer/songwriter con le “quote di maggioranza”, e le cose che osservavo, i momenti che vivevo…
E STI CAZZI? No, non è un post “di quel tipo”.
Ma una volta archiviate le romanticherie, e profondamente cambiato il sottoscritto, l’ispirazione mi colpisce ancora quando meno me lo aspetto, quindi guardo una immagine mentre sto rifornendo il latte fresco, ci “scivolo dentro” per un po’, poi ecco che…
“ridi, ridi… che mammt è ‘na bucchina”
Tutto quì.
dayoff…
18 Gennaio 2018, ore 15:33
Prime take: così imbarazzanti che avevo rinominato il progetto di Logic in “peggio che andare di notte” (carine le idee, molto meno la “realizzazione”, ma con calma e con pazienza…)
Vediamo cosa salta fuori!
(Sì, la copertina provvisoria è da 10
)
Gli hashtag del giorno:
#EdoardoCheTiHannoFatto
#IlDucaTeSeImbuca #
CheCiStaMioFiglio

27 Gennaio 2018, ore 18:24
L’idea era quella di fare un po’ di meritatissima nanna.
Ma vuoi mettere il giocare a fare il Travis Barker dei poveri, ed il portarsi a casa le take di batteria finite??
(E, per la cronaca, il pezzo mi piace un casino
)
Ora il punto della questione è “non appoggiarti sul divano mentre annunciano le formazioni, che poi fai la fine di lunedì sera…”
#ZanardiScendiTuAlle5 (infame)
#EFateloDormireOgniTanto#BruninoLasciaLiCheNonSeiCapace#TornaAMettereGliYogurtSulloScaffale

Acknowledgements of the day:
1. La Tachipirina 1000 sono compresse divisibili, sono enormi ergo le puoi spezzare, non vi è necessità alcuna di tentare di affogarti tra versi disumani, acqua dappertutto e ricordi di infanzia/adolescenza mentre la vita ti passa davanti.
2. Se assaggi qualcosa mentre stai cucinando direttamente dalla padella non puoi stupirti se ti scotti (e bestemmiare gridando tutto il creato non è certo d’aiuto).
3. Mihajlović non è stato espulso per proteste, ha scoperto che dopo aver preso due pere doveva pagare il sacchetto e si è incazzato di brutto (d’altra parte per sua stessa ammissione è “poco social” e non si era ancora trovato invasa la bacheca da tutte queste cazzate sull’argomento) .
4. Ho una nuova Dj preferita, di tanto in tanto tira fuori canzoni che avevo rimosso per sempre… e così ho passato gran parte del pomeriggio continuando a “saaaaaaave tonight and fight the break of dawn, cooooooome tomorrow, tomorrow I’ll be gone”.
Per oggi può bastare.
Ascolti Imbarazzanti.
…dopo una giornata così, passata in un supermercato, i miei codici di riordino sul filo dell’imbarazzo, ci si aspetterebbe qualcosa di serio.
SBAGLIATO.
Pochi giorni fa parlavo di “ascolti imbarazzanti” e di Harry Styles in una conversazione su messenger. Un paio di giorni dopo parlavo della mia “pop-punk addiction” che non sembra curabile nonostante il passare del tempo (c’è chi sosteneva che la causa di tutto questo fosse l’influenza negativa di mia sorella, vero solo in parte, più corretto dire che ci siamo rovinati a vicenda).
Stasera voglio fare di peggio.
Questi qua sono sommersi da palloncini, il loro cantante assomiglia troppo a Kevin De Bruyne (uno dei miei miti e dei miei centrocampisti preferiti, se non “il”) e poi boh… già detto.
INGUARIBILE.
Buona serata.
“Ma fammi capire, tu dormi solo di pomeriggio?”
C’è qualcosa che non va, me ne rendo conto, ma al momento le soluzioni a disposizione sono meno di quelle che ha Sarri per il suo Napoli.
Tanto mio padre me lo ha sempre detto (e fin da piccolo), “eh Brunino, i peccati qua si fanno e qua si pagano”.
Ok, anche mia madre non è mai stata da meno.
Bellissima la storia di un mio “tardato risveglio” quando devi fare apertura, quando preso da quel momento di panico mentre ti lavi i denti, tiri un calcio nel mobile con conseguente funzione religiosa… poi esci di casa di corsa e cadi rovinosamente dalle scale facendoti anche parecchio male e “rincarando la dose” bestemmiando tutto il possibile. E poi niente, ti ritrovi tua madre sul balcone che (una volta “superficialmente” accertate le tue condizioni fisiche) ti punta l’indice destro e scandisce a voce alta: “La Madonna è grande, ricordatelo”.
I primi concetti di “karma” che ho imparato a conoscere.
Ora sono sempre più convinto di meritarmi un sacco di cose, convinto che oltre ad essere una bruttissima persona devo essere stato un gerarca nazista in un’altra vita, uno di quelli che ne ha ammazzati parecchi con la stessa leggerezza con la quale io in questa scelgo l’ultima canzone da ascoltare prima di andare a dormire. Quando riesco a farlo. Perché tra serate tirate troppo per le lunghe, cattive abitudini, difficoltà nello spegnere la testa, o per la figlia dei miei vicini che piange come una disperata quasi quotidianamente, è diventato quasi impossibile passare una notte sotto le coperte… dormo qualcosa nel pomeriggio quando sono così stanco che fisicamente mi viene impossibile di tenere gli occhi aperti, di parlare pronunciando frasi di senso compiuto, di fare qualsiasi cosa diversa dall’appoggiare la testa su un cuscino.
Ma stasera volevo scrivere di un’altra cosa, di una eccezione alla regola, di una di quelle notti quando la testa decide di darti una tregua e di portarti da un altra parte.

E quindi mi trovo in una città distrutta in una notte freddissima, il cielo attraversato da fulmini (corrente elettrica che neanche nella città delle macchine di Matrix), stelle e colori stupendi. Capisco che dovrei avere paura, invece continuo a guardarmi attorno come se fossi completamente rapito da questo paesaggio.
Inizio a camminare tra le macerie inciampando spesso finché mi ritrovo a nuotare nell’acqua gelida, sentendo ogni muscolo gridare e facendo fatica a respirare. Quando inizio a credere di non potercela fare e che sarei annegato “di nuovo” (non so il perché del “di nuovo” ma ricordo di averlo pensato così) vedo una luce in lontananza e cerco di raggiungerla…
Sono fiamme, qualcuno deve aver acceso un fuoco.
Arrivo all’altra sponda, quindi esco dall’acqua e mi siedo accanto al fuoco per cercare di combattere il vento gelido (le sensazioni sulla pelle mi sembravano così vere che non sarei mai riuscito a svegliarmi). Non so chi possa avere acceso un fuoco qui, ma gli sono davvero grado perché imbranato come sono mi rendo conto che non ne sarei mai stato capace. Passano i minuti e sto ancora fissando le fiamme. Inizio a pensare di essere solo, quando dei passi mi fanno girare di scatto.
Una ragazza che mi è sempre piaciuta un sacco, forse troppo, dalla prima volta che l’ho incontrata (ma che per motivi miei ho tenuto questa cosa per me), si viene a sedere accanto a me ed inizia a fissare le onde al di là delle fiamme.
“non mi sarei mai aspettato di trovarti qui”
“nemmeno io di doverti rincorrere fino alla fine del mondo”
“non credo che valga davvero la pena di fare una cosa del genere per me”
“stai solo cercando di scappare da qualcosa che succederà comunque, e tu lo sai… stavolta sarà tutto diverso”.
Passiamo il resto della notte insieme.
Mi risveglio da un’altra parte, sto ancora camminando in mezzo a case distrutte. Supero un cancello pericolante e sento prendermi per mano. Mi volto e vedo un ragazzino (lo riconosco come un mio amico, nonostante ci siamo conosciuti “da grandi” e solo pochi anni fa, associo subito i suoi occhi ed i suoi lineamenti a lui). Mi ferma e mi dice di non proseguire, che andando avanti ancora un po’ sarei arrivato nell’ultimo posto in cui avrei voluto essere.
La frase mi spaventa a morte.
Non sono capace di sopportare incubi, quindi mi sforzo ed inizio lentamente ad aprire gli occhi finche mi trovo sotto le coperte a fissare il soffitto della mia camera da letto.
Do un’occhiata al telefono. Avrei ancora più di un’ora a disposizione prima di alzarmi, ma la paura di trovarmi ancora lì se solo avessi provato a chiudere gli occhi (e la ripresa dei “dolci” pianti notturni della mia piccola vicina) mi hanno tenuto sveglio ancora un po’.
Poi il buio.
E poco dopo la sveglia.