American Idiot: piccoli lattai crescono.

Nemmeno ti conosco, e guarda cosa cazzo hai combinato. 😀
“Ogni lasciata è persa”, condivido in pieno, ma spesso predico bene e razzolo male, dandomi qualche scusa o motivazione per fare in modo che non mi senta troppo in colpa per aver lasciato qualcosa di intentato o per poter comunque continuare a dire che (tranne in casi limite) è una cosa che non faccio mai.
Stavolta di motivazioni me ne sono date davvero parecchie quindi non ho fatto troppa fatica a lasciar perdere… e poi ho chiuso il ragionamento dicendomi che una così davvero non merita di perdere tempo con uno come me.

Ad ogni modo sono passato sul tuo profilo Facebook (sì, come un vero stalker) perché dovevo assolutamente farlo e basta. 😀
Un po’ mi hai preso, quindi avevo voglia di scoprire qualcosa su di te senza chiedere troppo in giro e senza dover dare troppe spiegazioni.
Ti trovo ed inizio a sfogliare il tuo diario, poi do un’occhiata agli interessi, film e serie tv che (ovviamente) non conosco, qualche libro e un po’ di musica.

Nell’elenco i Green Day.
“Ma dai, giuro, non l’avrei mai detto” ad alta voce e nel silenzio di casa mia.
Non li ascolto da una vita: accetto il consiglio e li metto su, poi comincio a dare una occhiata alle foto.

è stato detto o scritto talmente tante volte che è diventato banalissimo, “nonetheless” non trovo un modo migliore per dirlo: la voce di Billie Joe Armstrong me la sento sotto la pelle e ci siamo ritrovati oggi pomeriggio solamente per capire che questa cosa non può e mai potrà cambiare.
American Idiot è uscito quando avevo 15 anni, l’età perfetta per capire il concetto di “rage and love” che accompagna tutto il disco, e se già i Green Day mi piacevano un sacco, con quel disco mi avevano completamente rapito.

Quindi, una volta finito di lavare i piatti e di “dare un senso” alla casa, metto su le beats e me ne vado nel “my favorite outdoors listening place”.

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Premo play poi tutto va come deve andare, come da copione, sì perché quel disco è mio, e corpo e mente e anima reagiscono all’unisono alla sua presenza. E come un vortice è tornato tutto, chissà che facce che devo aver fatto, un lettore cd e condividere gli auricolari in fondo al pullman, fumare erba in una stanza d’albergo, la prima volta che ti vedevo arrivare in sala prove (la sensazione esatta, non un ricordo, la stessa sensazione), i Full Screen Oblivion e le “pause caffè” (non te la spiego, non l’hai vissuta, non capiresti) , il diciassette aprile duemilasette, “il capannone” di Carpaneto, i Tapes e tutto ciò che è stato, la preparazione dei “fogli di consultazione per l’esame di maturità ed il quantitativo di birra che ho dovuto mandare giù dopo l’esame orale, la corsa nudi davanti al baciccia di venerdì sera, la vacanza a Massa ed i “trifase” (hahahaha 😉 quell’estate l’ho incorniciata) poi la stuoietta del jamaicano, nemmeno sapevo che sarebbe stata una delle ultime volte che ci saremmo visti, ascoltavamo non ricordo cosa, e tu mi prendevi per il culo perché ero dello stesso colore dei tuoi capelli ed eravamo troppo imbarazzati per guardarci in faccia, poi un bacio sotto casa mia e la tua frase che ricorderò per sempre “stavolta però senza tutto quel casino”.

Spettacolo.

Non ho ascoltato “whatshername” perché non avevo alcuna intenzione di ascoltarlo finire, ricordo un po’ di malinconia quando mi era capitato di riascoltarlo tutto in treno, ed avevo voglia di sentirmi “invincibile” ancora per un po’ ( cazzata: sto solamente cercando una scusa per aver assecondato la voglia di “Hardwell” che mi è salita mentre tornavo a casa. 😉 )

rage and love.
Yours.
Bruno.

Milkman V Eric, Simon & Edward Cullen.

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Non ho mai incontrato Cassandra Clare, non è nell’elenco degli abbonati a Milkman Magazine, e ne ho mai avuto il privilegio di scambiare con lei qualche parola.
Non può essersi ispirata al lattaio creando il personaggio di Eric, eppure mi viene parecchio difficile ignorare le somiglianze tra i due.

Già due libri prima di questo evento il guanto di sfida finì in faccia a Simon: tirava in ballo Dungeons And Dragons proprio come se fosse “uno dei nostri”, massacratori di mostri/demoni/scrivi qui il nome del cattivone di turno/ della domenica sera, poi la comparsa della zanne e la sete di sangue lo hanno irrimediabilmente allontanato dal lattaio.
Non che quest’ultimo abbia qualcosa contro i vampiri, anzi, ma il ricordo del concetto di non morte descritto dalla Meyer è ancora troppo forte, con questo Edward Cullen così romanticone e over-sensitive che poco si addice al lattaio. Lui non avrebbe mai aspettato quattro libri, al massimo qualche capitolo. Lui già durante la lezione sulle fasi della mitosi avrebbe preso la cara signorina Swan e l’avrebbe messa a pol[CENSORED]

Con Eric è diverso: entrambi “musicisti”, entrambi “compositori”, ed entrambi “con l’innamoramento facile”… Ok, scatto una foto alla pagina incriminata e la giro subito ad un mio amico per un parere:

Hahaha questo eric è entrato in competizione prepotentemente con questo bang you like drum, gliene do atto.. Ma il lattaio è il lattaio FTM!

Fa sempre molto piacere “essere stimati”, ma non sono così convinto di poter vincere questa competizione tanto facilmente.
Le ultime canzoni scritte dal lattaio sono “SEED CORPS.”, “K.V.H.”, e “THINGS FALLING APART”.
Possono davvero tenere testa a “BANG YOU LIKE A DRUM”?
Mi farei la stessa domanda se avessi chiamato i pezzi “OH, BRAVA!”, “FAI I COMPLIMENTI A MAMMA” e “OLD CHICK MAKES GOOD SOUP”??
bel dilemma. 😉
Yours.
Bruno.

we’re not done yet.

 

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Books: Harry Potter And The Cursed Child (Rowling, Tiffany, Thorne), City Of Bones – The Mortal Instruments Book One (Clare). Albums: The Days (AVICII), We The Generation (Rudimental), The 1975 (The 1975), Ghost Stories (Coldplay), The Earth Is Not A Cold Dead Place (Explosions In The Sky), X (Ed Sheeran), Young States (Citizen), The Devil And God Are Raging Inside Me (Brand New), Death Magnetic (Metallica)

Essere in disaccordo con lui su quasi tutto è uno sport che pratico da quando sono piccolo.
Non lo faccio di proposito, ma sembra che dobbiamo per forza avere opinioni differenti su qualsiasi cosa, e la cosa mi diverte davvero un sacco. 😀
Ci sono poi quei pochi (pochissimi) momenti in cui mio padre ha ragione, e questo è uno di quelli.

Sei a pezzi… fidati, hai bisogno di cambiare aria per qualche giorno.
Vieni via con noi.

Quindi abbiamo preso in giro gli “autoctoni” per la loro innata capacità nel violentare la lingua italiana (“per cortesemente” mi ha fatto davvero emozionare) e per il loro dialetto assurdo (anche questo con la “sesta vocale” come in alcune zone vicino Napoli), qualche aperitivo violento, l’inquietante presenza del ciambellone gonfiabile giallo canarino di mia madre (o la coppia di ragazzi sulla spiaggia che si strofinavano il naso scatenando la reazione di mia sorella “nemmeno alle medie facevo nasino-nasino”), tantissime “perle di saggezza” di mio padre che non posso ripetervi ed altrettanti selfie di Tiziana ad ogni occasione buona, un paio di processioni “old-school” di qualche santo mentre ridevamo come degli stronzi per i loro canti con tanto di fisarmonica e putipù (sì, il putipù esiste… credevo fosse una leggenda), innumerevoli “innamoramenti facili da lattaio” ed altrettante bestemmie per essermi ustionato la testa (“te l’avevo detto di mettere la crema”…l’altra invece “mamma guarda, è tutto spennato”) e quando ero libero da tutto questo mi sono immerso in un paio di libri e qualche disco.

NOT BAD
avevo davvero bisogno di una settimana così 😀

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L’intenzione era quella di “lasciare a Piacenza tutto” e credevo davvero fosse possibile.
Mi sbagliavo, almeno in parte…
Non sono stato mai così bravo a staccare completamente quindi non mi sono stupito poi così tanto quando venerdì notte/sabato mattina il tasto on/off del cervello non sembrava funzionare.

Ma se il trovarsi fuori dal letto è servito per vedere questo allora dai… forse non tutti i mali ecc ecc. 😉

aa

yours.
Bruno.

seeD, Schweitzer e le Kawasaki azzurre.

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(brunetti docet… non posso certo prendermi il merito per un titolo così).

Pare che la confusione, l’insonnia ed i postumi di questi giorni, oltre a farmi addormentare durante una sessione di Dungeons & Dragons, abbiano trovato come conseguenza logica la produzione di un nuovo pezzo.
Sì, un altro.
Sto scrivendo un pezzo nuovo per i miei Pertegò.
E pare che la tracklist immaginata per il disco nuovo ha da far posto ad una new entry, e parlo di “seeD corps.” ( Titolo provvisorio figlio di un ricordo di Final Fantasy VIII, ma se davvero riesco a convincere quei due disgraziati a chiamarla così, prometto che stappo una boccia 😀 )
Mentre qui si attende il ritorno dalla Grecia della nostra Maria Callas AKA Chris (sarebbe il contrario, ma non potrei usare il “nostrA” e quindi sarebbe decisamente meno divertente) io e Ago la stiamo già imbastendo. Domani sera ci saremo ancora sotto. Sì, esatto… siamo carichi come delle molle 🙂

(Però dai… Date un po’ di caffè a quell’arciere.
Il master ci fa incontrare un personaggio chiave di cui avevamo perso le tracce e lui cosa fa?? Se la dorme, mentre il nostro druido si diverte ad adornargli il braccio con l’ambientazione… molto bene)

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Sometimes our light goes out but is blown into flame by another human being.
Each of us owes deepest thanks to those who have rekindled this light.

Ammetto di essere lento e anche “un filo in ritardo”, ma giuro che  devo ancora capire bene questa situazione.
Nel frattempo… i veri “deepest thanks” di oggi sono tutti e solo per donna Giuliana.
Recuperare dal nulla le mie storiche Kawasaki azzurre, “compagne di mille avventure” che credevo perse chissà dove e da chissà quanto tempo, e farmele ritrovare tutte belle e apparecchiate è incredibile 🙂

p.s.: ma davvero avevo i capelli?? 😉
Yours.
Bruno.

…hai mai visto la pioggia?

Da “Play It If You Can’t Say It” dei Vanilla Sky avevo solo “A Thousand Miles” e, dato che ultimamente sto riascoltando qualcosa di loro, ieri ho chiesto ad iTunes di completarmi il disco.

Stamattina esco di casa e come sempre frugo nella libreria musicale in cerca di qualcosa, la prima canzone del giorno.

Musica – Aggiunti di recente, poi…

Eccola… vuoi che sia…

Per quel che mi riguarda poteva anche essere una cover dei Creedence Clearwater Revival, e stamattina pensavo fosse davvero così, poi torno a casa e vedo che le due canzoni hanno testi diversi pur condividendo il titolo.

Esatto, ad oggi non ho ancora mai ascoltato quella canzone, e quando dico MAI vuol dire MAI… non vedo perché dovrei farlo ora.

L’unica cosa che so è l’episodio che mi hai raccontato fuori dal Nessie, di quando la stavi ascoltando ad un concerto mentre iniziava a piovere, di come ti sentivi.
Invece non so quale sia stata la cosa più ridicola per me.
Ascoltare una canzone con quel titolo proprio mentre veniva giù il mondo, o l’aver preso su l’ombrello più grosso di casa De Micco abbinandolo alle Converse, avere comunque la consapevolezza che sarei arrivato a lavoro completamente bagnato, o forse l’accento improponibile dei Vanilla Sky… Mamma mia quanto odio e amo allo stesso tempo quella parlata inglese tipica degli Italiani, specialmente del sud. 😀

No, non sto mettendo in classifica il trovarmi ad ascoltare una delle canzoni più “emo” e “lametta” di sempre senza saperlo, e di trovarmi a farlo proprio mentre cammino sotto la pioggia (lo stereotipo degli stereotipi… io e mia sorella ci prendiamo in giro da sempre per questa abitudine malsana che nessuno dei due si decide a mollare)

No, non sto mettendo in classifica nemmeno questo, cioè che avrei voluto davvero chiamarti o scriverti per raccontarti queste cose, ma non ne sono stato capace…
Sarebbe definitivamente in testa, vincerebbe a mani basse.

Invece l’ho scritto qui, nel tentativo di togliermi questo episodio dalla testa, dato che oggi devo concentrarmi in altro.
Non sono triste, non preoccuparti.

Era solo una nuvola di passaggio. Mi dicono che ci sarà bello…
…hai mai visto la pioggia?

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errori “imperdonabili”…

 …tipo questo ritardo di quasi un mese nel postare la mia classifica parziale. Chiedo venia, ultimamente sono assorbito in un sacco di cose. Ormai fuori tempo massimo ho deciso che non ci sarà una classifica parziale, ma solo quattro dischi in ordine sparso.

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BLINK 182 – CALIFORNIA
JAKE BUGG – ON MY ONE
RADIOHEAD – A MOON SHAPED POOL
JACK GARRATT – PHASE.

Ne sto aspettando molti molti altri, in particolare MAT KEREKES – LUNA & THE WILD BLUE EVERYTHING… so già che Mat mi lascerà senza parole (come sempre)

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…tipo il dimenticarmi di dirvi che ne ho iniziato uno anche io 😀

Ho scritto un disco con Chris e Ago e non vediamo l’ora di farvelo ascoltare… abbiamo quasi finito la pre-produzione e tra pochi giorni inizieremo con le prime take.
Yep, un Full-Lenght dei Pertegò in arrivo, finalmente. 🙂 stay tuned!

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Ho un rapporto conflittuale con il pulsante “send”, e sto scrivendo e cancellando diverse volte perché non so come scrivere questa cosa rendendola comprensibile a chi è sano di mente.
Scrivo parecchio, è una cosa che c’ho addosso da quando andavo al liceo, ridevamo parecchio di sta cosa.  L’ho sempre trovato un modo eccezionale per lasciarmi alle spalle brutti momenti, o per fissare per sempre momenti incredibili, senza contare l’enorme potere di analisi che hai rileggendo le tue cose dopo un po’ di tempo. Ho conservato quasi tutto e ne sono troppo felice, questa cosa mi ha dato la possibilità di riguardare dentro a certe cose con un sacco di dettagli ( dal momento in cui sono tutte cose raccontate dal me stesso di qualche anno fa. Alla fine chi meglio di me? 😀 )
In questi giorni stavo raccogliendo un po’ di cose (periodicamente va fatto) fogli taccuini interventi sui social… ho “apparecchiato” una bella cartella, e “un pezzo alla volta” sto sistemando tutto. Poi Il 90% delle cose resterà per me, ad uso e consumo personale, qualche stronzata invece penso che la posterò qui sopra… c’è un po’ di gente tra i miei amici che si prende bene a leggere quello che scrivo, non voglio privare i miei affezionati lettori e lettrici di questo divertimento 😉
Vado al punto: scrivo sempre di getto, perché è l’unico modo in cui sono capace. Considero quello che scrivo come una istantanea del momento, torno indietro a correggere solo eventuali strafalcioni, altrimenti giù tutto di un fiato.
Arma a doppio taglio.
Apro la cartella dei messaggi / mail e comincio a frugare per vedere se anche lì c’è del materiale degno di nota.
Cestino quasi tutto, conversazioni più o meno casuali in cui c’è poco di importante,
poi ne leggo una di quasi un anno fa e resto senza parole. Non riesco a credere di averla mandata davvero, e scoppio a ridere come un cretino. Non fraintendere, non sto dicendo che non penso o non pensavo le cose che ho scritto, ANZI, ma sto dicendo che mi fa strano sapere di aver premuto il tasto “send” dopo aver scritto una mail così. Troppo vero, la paura che alcune cose si possano perdere via ti fa fare cose che normalmente non faresti. Ci ho pensato a lungo se postarla o meno (per farmi prendere in giro ovviamente, sia chiaro) ma è talmente impossibile proteggere la privacy di chi se l’è trovata nella posta in arrivo che ho deciso che non è il caso. Tanto sono convinto che ormai avrete capito il concetto che volevo esprimere oggi.
Sì, MOLTISSIMO. 🙂

Have a nice day.
Yours.
Bruno.

 

sleepless II [oppure “fregnacce scritte tra giovedì/venerdì se preferite”]

[…] Sto valutando la mia situazione: non riesco a dormire, la testa non si spegne, ci si mette anche “Zeus” (il nostro famiglio-ventilatore) che sbuffa un freddo del [CENSORED] ma se lo spengo la Titi madonna… in sala sveglierei il coniglio che, anche se non può parlare, smadonna peggio della Titi… di uscire non se parla… ok, ok, vi racconto due stronzate.
Fino a qualche anno fa non me la prendevo così, credevo che le notti insonni fossero perfette per scrivere testi.
Sì, sto cambiando idea 😀
Era una fissa.
Non che scrivessi chissà che cosa o su chissà quale argomento… la quasi totalità di quelle canzoni parlavano di me, di momenti vissuti, di persone che avevo/ho attorno… le cose che ritenevo importanti. In breve: un sacco di fregnacce.
Ora posso difendermi dicendo che ero “piccolo”, ma all’epoca me ne dicevano di tutti i colori, chi con affetto e chi meno, tutti a parte il mio bassista ovviamente… lui annuiva e si pettinava la frangia 😀
Vorrei poter dire che crescendo poi sono cambiato, che ho imparato a scrivere testi “importanti” se questo aggettivo può voler dire qualcosa.
Oh sì, cazzata!!
Diciamola tutta invece.
Al momento sto suonando con i Pertegò, e (THANK GOD) non solo non sono il cantante, ma per scelta stilistica, la voce di Chris viene utilizzata come uno strumento musicale per la quasi totalità.
Esatto: niente testi.
Posso continuare a scrivere musica (ed in questo ultimissimo periodo, sono parecchio creativo) continuando ad ispirarmi a momenti, persone, o cose che mi capitano senza riempirvi di fregnacce e senza doverle cantare. Perfetto 🙂
Ma stasera ero in studio e, dopo aver fatto un paio di guide di “nineteen seventy-five”, “nuova” e “kvh”, (e dopo aver bestemmiato sia con i bpm e sia per la sconfitta della Germania agli europei) stavo suonicchiando un mio pezzo nuovo. A loro piaceva un sacco (spero, così han detto) ma il punto della questione sono state le loro due reazioni ad una frase in chiusura:
I guess you’ll keep me up all night
per i non “anglo-ecc ecc”:
immagino mi terrai sveglio tutta notte.
Chris se ne stava seduto con lo sguardo da “fratello maggiore” alla “dai su, dimmi che hai combinato stavolta” e Ago che mi fa “è molto bella, bravo” cercando di nascondere quel sorriso da furbo di chi ti sta prendendo per il culo ma non lo vuole fare perché ti vuole bene.
SPETTACOLO 😀
Forse però dovrei riprovare a dormire, già mi immagino tra qualche ora Face e Staff a prendermi per il culo cercando di indovinare le sostanze responsabili delle mie condizioni fisiche e mentali.
Yours.
Bruno.

sleepless

Chiusura in Esse, poi in programma una serata tranquilla.
Inghilterra – Russia sul divano con papà e coniglio (riassumibile così: Rooney traversa, Dier spettacolare su punizione, ma gli infami sono riusciti a pareggiare a partita quasi finita: in culo a voi!).
Qualche scambio di messaggi declinando (più o meno gentilmente) proposte per la serata e spiegando che vorrei andare a letto presto perché domani sono di apertura, poi (come ho imparato a dire dal Libe) pigiamino-orsetto-letto…

Fanculo, non riesco a dormire.

Vi chiederei consigli sul come riuscirci, ma ho contato tutte le bestie possibili, ho cercato di perdermi nei pensieri più vari ed eventuali. Il punto è che ce ne sono due o tre di questi che mi hanno promesso che stanotte non si dorme, e che domani mattina in negozio starò bestemmiando tutto il creato (più o meno metaforicamente… domani vi saprò dire) pagandone le conseguenze.
Niente, faccio finta di non prendermela troppo, apro “pages” e faccio ordine tra un po’ di cose che stavo scrivendo.
Qui sotto seguono tre “highlights”… copio ed incollo, poi riprovo a dormire che sarà meglio.
‘Notte.

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Quando dei guanti in nitrile sono visti come poco virili…
Sì, la B sono io… e sì, per la M, come di consueto con i contenuti volgari e/o personali, voglio rispettare la privacy.

M: ehilà. Come mai fuori zona?
B: no no… anche le mozze fanno parte del mio reparto.
M: boh, ti ho sempre visto agli yogurt. Ma ‘sti guantini blu?
B: eh, sono pieno di graffi e tagli… l’acquetta della mozzarella mi da fastidio.
M: ah, capisco… che principessina!! E il c**o invece? quello ti piace??
B: -.-

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Un grazie a Matt, Chris e Dominic dei Muse per un concerto allucinante.
Strepitosi, come sempre.
Decisamente meno gli Explosions In The Sky al Magnolia (che già mi arrivano da un disco che mi piace così così, ma anche un c**o a dirla tutta). Li salvo soltanto perché mi è capitato di riascoltare “The Earth Is Not A Cold Dead Place” nel my new favorite outdoors listening place e penso che ricorderò per un po’ il momento in questione.
Sono davvero parecchio combattuto invece sul da farsi per quanto riguarda “California” dei Blink-182. Il problema è puramente “sentimentale”: Al di là di cosa abbia combinato Tom Delonge, e (giuro) pur non avendo nulla contro Matt Skiba, SICURAMENTE non posso chiamare Blink-182 un gruppo senza Tom. Fine della storia. Il punto è che sono troppo troppo troppo curioso di ascoltarlo, e non voglio nemmeno farmi mancare i commenti sulle “figure” di Travis con Ago (solitamente cerchiamo di imparare quanto prima le parti più stronze… è d’obbligo). Al momento sono riuscito ad evitare di ascoltare i due singoli buttati fuori ad anticipare il tutto.
Vedremo.
Vedremo.

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Non mi pento delle cose che ti ho detto (anzi che ti ho scritto). Le penso tutt’ora. Non scrivo mai “cose così” a qualcuno se non le penso davvero, mai mai fatto. Mi pento di averlo fatto, quello sì. E mi sento un cretino.

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all’alba dell’una e un quarto

Stavo iniziando questo post scrivendo che all’alba del l’una e un quarto (e non so perché il correttore automatico dell’iPhone me lo fa scrivere così) ce l’ho ancora su con ago perché mi sbaglia gli attacchi sul mio pezzo… Ma poi ho lasciato perdere ed ho deciso di perdonarlo… 😉 è solo che mi serviva un modo divertente per dire che sono stra-soddisfatto di come stanno andando sti Pertegò. Davvero. Sarei andato avanti a suonare tutta notte senza stancarmi e tenendo tutto il resto fuori. 🙂