seeD, Schweitzer e le Kawasaki azzurre.

Senza titolo 2

(brunetti docet… non posso certo prendermi il merito per un titolo così).

Pare che la confusione, l’insonnia ed i postumi di questi giorni, oltre a farmi addormentare durante una sessione di Dungeons & Dragons, abbiano trovato come conseguenza logica la produzione di un nuovo pezzo.
Sì, un altro.
Sto scrivendo un pezzo nuovo per i miei Pertegò.
E pare che la tracklist immaginata per il disco nuovo ha da far posto ad una new entry, e parlo di “seeD corps.” ( Titolo provvisorio figlio di un ricordo di Final Fantasy VIII, ma se davvero riesco a convincere quei due disgraziati a chiamarla così, prometto che stappo una boccia 😀 )
Mentre qui si attende il ritorno dalla Grecia della nostra Maria Callas AKA Chris (sarebbe il contrario, ma non potrei usare il “nostrA” e quindi sarebbe decisamente meno divertente) io e Ago la stiamo già imbastendo. Domani sera ci saremo ancora sotto. Sì, esatto… siamo carichi come delle molle 🙂

(Però dai… Date un po’ di caffè a quell’arciere.
Il master ci fa incontrare un personaggio chiave di cui avevamo perso le tracce e lui cosa fa?? Se la dorme, mentre il nostro druido si diverte ad adornargli il braccio con l’ambientazione… molto bene)

__________________________

Sometimes our light goes out but is blown into flame by another human being.
Each of us owes deepest thanks to those who have rekindled this light.

Ammetto di essere lento e anche “un filo in ritardo”, ma giuro che  devo ancora capire bene questa situazione.
Nel frattempo… i veri “deepest thanks” di oggi sono tutti e solo per donna Giuliana.
Recuperare dal nulla le mie storiche Kawasaki azzurre, “compagne di mille avventure” che credevo perse chissà dove e da chissà quanto tempo, e farmele ritrovare tutte belle e apparecchiate è incredibile 🙂

p.s.: ma davvero avevo i capelli?? 😉
Yours.
Bruno.

…hai mai visto la pioggia?

Da “Play It If You Can’t Say It” dei Vanilla Sky avevo solo “A Thousand Miles” e, dato che ultimamente sto riascoltando qualcosa di loro, ieri ho chiesto ad iTunes di completarmi il disco.

Stamattina esco di casa e come sempre frugo nella libreria musicale in cerca di qualcosa, la prima canzone del giorno.

Musica – Aggiunti di recente, poi…

Eccola… vuoi che sia…

Per quel che mi riguarda poteva anche essere una cover dei Creedence Clearwater Revival, e stamattina pensavo fosse davvero così, poi torno a casa e vedo che le due canzoni hanno testi diversi pur condividendo il titolo.

Esatto, ad oggi non ho ancora mai ascoltato quella canzone, e quando dico MAI vuol dire MAI… non vedo perché dovrei farlo ora.

L’unica cosa che so è l’episodio che mi hai raccontato fuori dal Nessie, di quando la stavi ascoltando ad un concerto mentre iniziava a piovere, di come ti sentivi.
Invece non so quale sia stata la cosa più ridicola per me.
Ascoltare una canzone con quel titolo proprio mentre veniva giù il mondo, o l’aver preso su l’ombrello più grosso di casa De Micco abbinandolo alle Converse, avere comunque la consapevolezza che sarei arrivato a lavoro completamente bagnato, o forse l’accento improponibile dei Vanilla Sky… Mamma mia quanto odio e amo allo stesso tempo quella parlata inglese tipica degli Italiani, specialmente del sud. 😀

No, non sto mettendo in classifica il trovarmi ad ascoltare una delle canzoni più “emo” e “lametta” di sempre senza saperlo, e di trovarmi a farlo proprio mentre cammino sotto la pioggia (lo stereotipo degli stereotipi… io e mia sorella ci prendiamo in giro da sempre per questa abitudine malsana che nessuno dei due si decide a mollare)

No, non sto mettendo in classifica nemmeno questo, cioè che avrei voluto davvero chiamarti o scriverti per raccontarti queste cose, ma non ne sono stato capace…
Sarebbe definitivamente in testa, vincerebbe a mani basse.

Invece l’ho scritto qui, nel tentativo di togliermi questo episodio dalla testa, dato che oggi devo concentrarmi in altro.
Non sono triste, non preoccuparti.

Era solo una nuvola di passaggio. Mi dicono che ci sarà bello…
…hai mai visto la pioggia?

vanilla.jpg

errori “imperdonabili”…

 …tipo questo ritardo di quasi un mese nel postare la mia classifica parziale. Chiedo venia, ultimamente sono assorbito in un sacco di cose. Ormai fuori tempo massimo ho deciso che non ci sarà una classifica parziale, ma solo quattro dischi in ordine sparso.

Senza titolo

BLINK 182 – CALIFORNIA
JAKE BUGG – ON MY ONE
RADIOHEAD – A MOON SHAPED POOL
JACK GARRATT – PHASE.

Ne sto aspettando molti molti altri, in particolare MAT KEREKES – LUNA & THE WILD BLUE EVERYTHING… so già che Mat mi lascerà senza parole (come sempre)

13731626_10209208547441048_5852337815725974176_n

…tipo il dimenticarmi di dirvi che ne ho iniziato uno anche io 😀

Ho scritto un disco con Chris e Ago e non vediamo l’ora di farvelo ascoltare… abbiamo quasi finito la pre-produzione e tra pochi giorni inizieremo con le prime take.
Yep, un Full-Lenght dei Pertegò in arrivo, finalmente. 🙂 stay tuned!

_________________________________________________________________

Ho un rapporto conflittuale con il pulsante “send”, e sto scrivendo e cancellando diverse volte perché non so come scrivere questa cosa rendendola comprensibile a chi è sano di mente.
Scrivo parecchio, è una cosa che c’ho addosso da quando andavo al liceo, ridevamo parecchio di sta cosa.  L’ho sempre trovato un modo eccezionale per lasciarmi alle spalle brutti momenti, o per fissare per sempre momenti incredibili, senza contare l’enorme potere di analisi che hai rileggendo le tue cose dopo un po’ di tempo. Ho conservato quasi tutto e ne sono troppo felice, questa cosa mi ha dato la possibilità di riguardare dentro a certe cose con un sacco di dettagli ( dal momento in cui sono tutte cose raccontate dal me stesso di qualche anno fa. Alla fine chi meglio di me? 😀 )
In questi giorni stavo raccogliendo un po’ di cose (periodicamente va fatto) fogli taccuini interventi sui social… ho “apparecchiato” una bella cartella, e “un pezzo alla volta” sto sistemando tutto. Poi Il 90% delle cose resterà per me, ad uso e consumo personale, qualche stronzata invece penso che la posterò qui sopra… c’è un po’ di gente tra i miei amici che si prende bene a leggere quello che scrivo, non voglio privare i miei affezionati lettori e lettrici di questo divertimento 😉
Vado al punto: scrivo sempre di getto, perché è l’unico modo in cui sono capace. Considero quello che scrivo come una istantanea del momento, torno indietro a correggere solo eventuali strafalcioni, altrimenti giù tutto di un fiato.
Arma a doppio taglio.
Apro la cartella dei messaggi / mail e comincio a frugare per vedere se anche lì c’è del materiale degno di nota.
Cestino quasi tutto, conversazioni più o meno casuali in cui c’è poco di importante,
poi ne leggo una di quasi un anno fa e resto senza parole. Non riesco a credere di averla mandata davvero, e scoppio a ridere come un cretino. Non fraintendere, non sto dicendo che non penso o non pensavo le cose che ho scritto, ANZI, ma sto dicendo che mi fa strano sapere di aver premuto il tasto “send” dopo aver scritto una mail così. Troppo vero, la paura che alcune cose si possano perdere via ti fa fare cose che normalmente non faresti. Ci ho pensato a lungo se postarla o meno (per farmi prendere in giro ovviamente, sia chiaro) ma è talmente impossibile proteggere la privacy di chi se l’è trovata nella posta in arrivo che ho deciso che non è il caso. Tanto sono convinto che ormai avrete capito il concetto che volevo esprimere oggi.
Sì, MOLTISSIMO. 🙂

Have a nice day.
Yours.
Bruno.

 

sleepless II [oppure “fregnacce scritte tra giovedì/venerdì se preferite”]

[…] Sto valutando la mia situazione: non riesco a dormire, la testa non si spegne, ci si mette anche “Zeus” (il nostro famiglio-ventilatore) che sbuffa un freddo del [CENSORED] ma se lo spengo la Titi madonna… in sala sveglierei il coniglio che, anche se non può parlare, smadonna peggio della Titi… di uscire non se parla… ok, ok, vi racconto due stronzate.
Fino a qualche anno fa non me la prendevo così, credevo che le notti insonni fossero perfette per scrivere testi.
Sì, sto cambiando idea 😀
Era una fissa.
Non che scrivessi chissà che cosa o su chissà quale argomento… la quasi totalità di quelle canzoni parlavano di me, di momenti vissuti, di persone che avevo/ho attorno… le cose che ritenevo importanti. In breve: un sacco di fregnacce.
Ora posso difendermi dicendo che ero “piccolo”, ma all’epoca me ne dicevano di tutti i colori, chi con affetto e chi meno, tutti a parte il mio bassista ovviamente… lui annuiva e si pettinava la frangia 😀
Vorrei poter dire che crescendo poi sono cambiato, che ho imparato a scrivere testi “importanti” se questo aggettivo può voler dire qualcosa.
Oh sì, cazzata!!
Diciamola tutta invece.
Al momento sto suonando con i Pertegò, e (THANK GOD) non solo non sono il cantante, ma per scelta stilistica, la voce di Chris viene utilizzata come uno strumento musicale per la quasi totalità.
Esatto: niente testi.
Posso continuare a scrivere musica (ed in questo ultimissimo periodo, sono parecchio creativo) continuando ad ispirarmi a momenti, persone, o cose che mi capitano senza riempirvi di fregnacce e senza doverle cantare. Perfetto 🙂
Ma stasera ero in studio e, dopo aver fatto un paio di guide di “nineteen seventy-five”, “nuova” e “kvh”, (e dopo aver bestemmiato sia con i bpm e sia per la sconfitta della Germania agli europei) stavo suonicchiando un mio pezzo nuovo. A loro piaceva un sacco (spero, così han detto) ma il punto della questione sono state le loro due reazioni ad una frase in chiusura:
I guess you’ll keep me up all night
per i non “anglo-ecc ecc”:
immagino mi terrai sveglio tutta notte.
Chris se ne stava seduto con lo sguardo da “fratello maggiore” alla “dai su, dimmi che hai combinato stavolta” e Ago che mi fa “è molto bella, bravo” cercando di nascondere quel sorriso da furbo di chi ti sta prendendo per il culo ma non lo vuole fare perché ti vuole bene.
SPETTACOLO 😀
Forse però dovrei riprovare a dormire, già mi immagino tra qualche ora Face e Staff a prendermi per il culo cercando di indovinare le sostanze responsabili delle mie condizioni fisiche e mentali.
Yours.
Bruno.

sleepless

Chiusura in Esse, poi in programma una serata tranquilla.
Inghilterra – Russia sul divano con papà e coniglio (riassumibile così: Rooney traversa, Dier spettacolare su punizione, ma gli infami sono riusciti a pareggiare a partita quasi finita: in culo a voi!).
Qualche scambio di messaggi declinando (più o meno gentilmente) proposte per la serata e spiegando che vorrei andare a letto presto perché domani sono di apertura, poi (come ho imparato a dire dal Libe) pigiamino-orsetto-letto…

Fanculo, non riesco a dormire.

Vi chiederei consigli sul come riuscirci, ma ho contato tutte le bestie possibili, ho cercato di perdermi nei pensieri più vari ed eventuali. Il punto è che ce ne sono due o tre di questi che mi hanno promesso che stanotte non si dorme, e che domani mattina in negozio starò bestemmiando tutto il creato (più o meno metaforicamente… domani vi saprò dire) pagandone le conseguenze.
Niente, faccio finta di non prendermela troppo, apro “pages” e faccio ordine tra un po’ di cose che stavo scrivendo.
Qui sotto seguono tre “highlights”… copio ed incollo, poi riprovo a dormire che sarà meglio.
‘Notte.

_______

Quando dei guanti in nitrile sono visti come poco virili…
Sì, la B sono io… e sì, per la M, come di consueto con i contenuti volgari e/o personali, voglio rispettare la privacy.

M: ehilà. Come mai fuori zona?
B: no no… anche le mozze fanno parte del mio reparto.
M: boh, ti ho sempre visto agli yogurt. Ma ‘sti guantini blu?
B: eh, sono pieno di graffi e tagli… l’acquetta della mozzarella mi da fastidio.
M: ah, capisco… che principessina!! E il c**o invece? quello ti piace??
B: -.-

_______

Un grazie a Matt, Chris e Dominic dei Muse per un concerto allucinante.
Strepitosi, come sempre.
Decisamente meno gli Explosions In The Sky al Magnolia (che già mi arrivano da un disco che mi piace così così, ma anche un c**o a dirla tutta). Li salvo soltanto perché mi è capitato di riascoltare “The Earth Is Not A Cold Dead Place” nel my new favorite outdoors listening place e penso che ricorderò per un po’ il momento in questione.
Sono davvero parecchio combattuto invece sul da farsi per quanto riguarda “California” dei Blink-182. Il problema è puramente “sentimentale”: Al di là di cosa abbia combinato Tom Delonge, e (giuro) pur non avendo nulla contro Matt Skiba, SICURAMENTE non posso chiamare Blink-182 un gruppo senza Tom. Fine della storia. Il punto è che sono troppo troppo troppo curioso di ascoltarlo, e non voglio nemmeno farmi mancare i commenti sulle “figure” di Travis con Ago (solitamente cerchiamo di imparare quanto prima le parti più stronze… è d’obbligo). Al momento sono riuscito ad evitare di ascoltare i due singoli buttati fuori ad anticipare il tutto.
Vedremo.
Vedremo.

_______

Non mi pento delle cose che ti ho detto (anzi che ti ho scritto). Le penso tutt’ora. Non scrivo mai “cose così” a qualcuno se non le penso davvero, mai mai fatto. Mi pento di averlo fatto, quello sì. E mi sento un cretino.

_______

all’alba dell’una e un quarto

Stavo iniziando questo post scrivendo che all’alba del l’una e un quarto (e non so perché il correttore automatico dell’iPhone me lo fa scrivere così) ce l’ho ancora su con ago perché mi sbaglia gli attacchi sul mio pezzo… Ma poi ho lasciato perdere ed ho deciso di perdonarlo… 😉 è solo che mi serviva un modo divertente per dire che sono stra-soddisfatto di come stanno andando sti Pertegò. Davvero. Sarei andato avanti a suonare tutta notte senza stancarmi e tenendo tutto il resto fuori. 🙂

notes. [aprile 2016]

Non avrei mai pensato di rivederla in banca (oh si… comincio con le cose giuste 😉 )
Ero corso in magazzino a prenderle gli Yomo al caffè. Il mio socio non capisce la mia fretta e così mi fa “Face, ma lo portavo fuori io il carro degli Yomo” ed io “Eh lo so, ma li avevo promessi ad una cliente che aveva fretta… troppo bella, non potevo non accontentarla, tra l’altro glielo avrei [CENSORED]. Poi mi ritrovo ad aspettare il mio turno per accedere allo sportello e questa salta fuori dall’ufficio del direttore tutta apparecchiata… il punto di domanda che aveva disegnato in fronte doveva troppo essere una reazione alla faccia che devo aver fatto… vabbè.

________________

Era una vita che non ci beccavamo… Poi passi a fare la spesa e “però Brun, non ti sei più fatto vivo”. Provo a rimediare e mi vedo costretto a spiegarti che “non sono davvero capace” di alzare il telefono e chiamare. Sembrerà stupido, deve essere un’altra delle diecimila cose che funzionano a modo loro nella mia testa, ma è una cosa che proprio non riesco a fare, un blocco, non importa quanto senta la mancanza di una persona e se rischio di passare per quello che proprio non gliele frega un cazzo. Sì, è grave, ma vienimi in contro: se sei tra le persone a cui ho detto passa / scrivi / chiama / becchiamoci “quando vuoi” vuol dire che lo penso davvero, non uso mai parole così tanto per usarle.

________________

Non ha un senso, ma i tre dischi che sto apprezzando di più in questo periodo sono “Young Mountain” dei This Will Destroy You, “Vessel” dei Twenty One Pilots ed il terzo se non te l’ho detto di persona vuol dire che non puoi saperlo perché ho ancora una reputazione 😉 …ah, non credevo che il sentirmi dire “sono troppo preso bene con la roba che stiamo scrivendo” da chi suona con me potesse farmi sentire così bene.

________________

Ho ripreso l’abitudine di prendere su e andare a fare due passi quando sono teso, quando gira male o quando il vaso trabocca… non mi ricordavo il potere allucinante che ha sta cosa su di me. Da tenere a mente.

_______________

Ci siamo ridotti a parlarci solamente per spegnere un silenzio imbarazzante. Ridicolo, e non voglio aggiungere altro. Non sto vomitando odio o chissachè anche perché sarei un bugiardo se non ti dicessi che mi manca un sacco come eravamo… però ricordi? Ho imparato a “vivere sopra” ad un sacco di cose, e ne ho passate di peggio. Tornassi indietro me ne sarei stato zitto e ti avrei completamente ignorata. Così ora lo sai.

thanx radio esse

Due parole di ringraziamento a “radio-esse” per aver cercato di bilanciare una giornata in cui ho rischiato di commettere qualche omicidio con un trio (una dietro l’altra) Young The Giant – Avicii – The Lumineers a fine giornata… Questi sono i casi in cui l’interfono prova a giocare dalla tua parte, è un po’ come se ti dicesse “so bene che vorresti essere ovunque meno che qua, ma vedo di migliorarti appena appena la situazione se mi riesce…” 🙂

Ok, rischiare spesso la mia reputazione lo trovo divertente, ma a tutto c’è un limite.

…a prima vista potrebbero essere i calzini puma bianchi che ho deciso di sfoggiare oggi pomeriggio, poi concentrandoti sulla “copertina” pensi che se la giochino i due pentacoli (ascoltavo parecchio death-metal all’epoca) con i due biglietti del pullman…
Ma alla fine decidi che il vero “peggio del peggio” sta tra quelle pagine.
Doveva essere soltanto una foto da mandare ad un mio amico, del tipo solo per dire “guarda che c***o ho rispolverato oggi pome”, ma alla fine ho deciso di metterla qua.
Perché?
Per assicurarvi che tra il 2006 ed il 2008 sono state scritte cose ben peggiori de “le disavventure del lattaio con l’innamoramento facile”, e non ho nessuna intenzione di usare l’età come attenuante.
C’è su l’ultimo anno di scuola, il primo ed ultimo di università, qualche giornata storta, incazzature, giornate incredibili, due viaggi, una relazione, amicizie, esperienze musicali e soprattutto i Tapes.
Ora però che siete a conoscenza dell’esistenza di sta cosa mi toccherà farlo sparire, temo le persone che hanno libero accesso alle mie cose.
Ok, rischiare spesso la mia reputazione lo trovo divertente, ma a tutto c’è un limite.
KVH

friends friends and than they steal you the bicycle

Hi there, oggi voglio parlare della storia che “te se inculeno la bici”.

E ti ho già detto tutto, anche se posso capire che da me ti saresti aspettato di più qualcosa tipo “friends friends and then they steal you the bicycle”, ma già il contenuto è abbastanza infantile, con un titolo del genere poi davvero mi sembrava di esagerare.
Parlo di quel processo interessante per il quale qualcuno sente il bisogno di dire cose tipo “ti considero un fratello” “ti voglio troppo bene” “ci tengo un sacco a te” “come farei senza di te” [bla bla bla, ecc] e poi “peste e corna” per essere il più sintetico possibile ed includere tutti i casi, proprio tutti, dalle pugnalate alle sparizioni nel nulla.
Ce ne è davvero bisogno? Si mente spudoratamente? Non ci si fa caso, oppure deliberatamente non si tiene conto che dall’altra parte potrebbe esserci qualcuno che magari ci crede?

MA VA… domanda più urgente: Oggi ho voglia di riascoltare un disco dei Metallica, quindi: Ride o Justice??
O meglio ancora, con questo tè verde ( sì, Donna Giuliana mi ha appena chiesto se mi va una tazza di tè… mi sento quasi un “Windsor” 😉 ) sono meglio le gocciole o dei simil-pan di stelle a marchio concorrenza che tutti in famiglia sembrano ignorare?
Have a nice day!!