… e non stare lì a perdere tempo, direi che ne hai preso anche più del dovuto.
ADESSO, non c’è proprio più nulla da capire.
Mi sta solo sul c***o una cosa: il non riuscire a pensare ad una alternativa, il sentirmi legato, il non poter far nulla mentre so che tutto questo è sbagliato.
Come si può odiare qualcosa se ne senti il bisogno quando non c’è??
Non c’è nulla da capire.
Diari
app in background.
È curioso, ma è un processo indipendente, agisce in “background”, non lo puoi controllare, e non sempre lo riesci a cogliere.
Te ne rendi conto magari quando torni a casa e cerchi di non fare rumore perché tua sorella è a letto da un pezzo, accendi il mac, cominci a pensare e a schiacciare i tasti.
Ti rendi conto di vivere due vite.
Attenzione: non sto parlando di falsità, o di diversi tipi di comportamento a seconda delle persone che ti circondano, quello non lo concepisco nemmeno.
Parlo di una vita vissuta esternamente, con incontri e dialoghi più o meno casuali con gente a cui tieni in modi diversi o con semi-sconosciuti.
L’ altra è una vita pensata, fatta di sguardi, gesti, parole non dette.
Una vita impenetrabile, leggere e interpretare quei gesti, quegli sguardi e quegli atteggiamenti, è puramente compito della fantasia.
Nasceranno curiosità, parole non dette e pensieri che ti piomberanno addosso mentre torni a casa.
Pazzesco no??
Vivo due vite, sto molto attento e cerco sempre di cogliere il linguaggio “non verbale” delle persone per avere accesso alla loro “seconda vita”, cerco di capire come sono per davvero, cerco di capire ciò che mi interessa di loro, stando poi molto attento a mantenere la mia solo per me.
Ti sembrerà impossibile, ma giuro che è così, per me è davvero così.
?
Compro un disco e, prima ancora di metterlo su, annuso il booklet per sentire quel profumo che semplicemente adoro.
Resto minuti interminabili a rileggere un messaggio che mi fa impazzire.
«I’m living for the only thing I know»
Aggiungo foto, scritte, volantini, cazzate sopra al mio letto come fanno i bocciarelli.
«I’m running and not quite sure where to go»
Si, ma adesso sono molto preso da questo coca e martini bianco.
Nemmeno è a metà, io progetto lo stesso una piccola “aggiunta”.
Quella di prima doveva essere la paglia della buonanotte.
Nemmeno sono passati 5 minuti, io progetto lo stesso una piccola “aggiunta”.
«And I don’t know what I’m diving into»
Ma questo funziona diversamente, nemmeno ci ho provato, nemmeno ci proverò.
Non progetto “l’aggiunta” che inesorabilmente arriverà comunque, perché non decido più per me da un pezzo.
Non è proprio così, e che…
Boh, non lo so nemmeno io.
e non capisci perché.
Esci di casa, accendi l’iPod, accendi una Marlboro e vai a lavorare.
Ti capita una canzone a cui hai sempre associato un particolare avvenimento (c’è da essere sinceri: poche canzoni non hanno riferimento alcuno a momenti della mia vita) e finisci per canticchiarla mentre stai camminando.
Avevo in testa solo quel momento.
Vissuto intensamente.
Stavo da dio quella sera, ed ero fuori di testa.
Perdersi in quella canzone per poi di colpo sentire le stesse sensazioni sulla tua pelle…
E ci resti veramente di merda.
Non sai se prenderti bene o male, e provi esattamente ciò che hai provato in quel preciso istante.
E ti fa paura.
semplicemente stupendo.
La casa è vuota e le stanze sono silenziose e buie.
Sono appena uscito dalla doccia, ma credo che resterò in accappatoio ancora per un po’.
MSN è impostato su “non al computer” ed il mio lettore dvd è in attesa di qualcosa…
So cosa vuole, ed io come lui!
Quindi lascio a Billie Joe il compito di rompere il silenzio nella mia stanza, mentre lo schermo acceso del piccì, il led rosso delle casse e quello blu del lettore la illuminano quanto basta.
Note e canzoni si inseguono creando diecimila sensazioni diverse, ed io ti sto pensando.
Spengo la sigaretta, chiudo gli occhi e me ne vado lontano, dove nessuno può raggiungermi, un posto solo per me e la mia musica, ed io ti sto pensando.
Dookie è finito, mi alzo e spengo piccì, lettore e casse.
Poi mi vesto, cerco le chiavi della macchina nel mio disordine, inc***andomi anche un po’ e promettendomi inutilmente di mettere a posto la camera.
Capisco tutto adesso, ed io ti sto pensando.
Per quanto possa correre, scappare il più lontano possibile sembri raggiungermi sempre, ed io ti sto pensando.
Metto in moto la macchina.
Dai preparati, tra poco sarò lì.