Parte1.
E giri per casa come un’anima in pena, e non sai più che c***o fare per passare il tempo.
Bevi qualcosa, fumi una sigaretta sul balcone, ma il cielo non ha ancora la minima intenzione di schiarirsi.
Torni a letto, ascolti due o tre canzoni, poi spegni l’iPod e ce la metti davvero tutta per dormire un po’, ma la testa proprio non ne vuole sapere di spegnersi.
E prima in maniera ordinata, poi del tutto confusionaria, ti presenta tutto ciò che sei, ma tralasciando le cose che apprezzi, o al limite che hai imparato ad accettare…
Tutto ciò che stai facendo, ma non le poche cose di cui sei fiero.
Piuttosto quelle senza una vera ragione, quelle che faresti anche a meno di fare, quelle che proprio dovresti fare.
Vieni letteralmente spaccato, e ti si presenta una immagine di te filtrata con tutto il peggio.
E ti viene da dire «proprio adesso sono stanco da dio, e che mi farei una bella tirata fino a mezzogiorno?»
Risponde un flusso di immagini che ti promette che non chiuderai occhio, non importa quante volte ti rigirerai nelle lenzuola, o quante volte cercherei di strapparle a morsi.
«Dai, mi arrendo!» detto cercando dei vestiti… Ho voglia di uscire!
Parte 2.
È mattina… sono sul divano e sono rientrato una mezz’ora fa.
Ho incontrato un mio vicino di casa, forse un po’ stupito di vedermi fuori a quell’ora.
Lui era già sveglio e portava fuori i suoi cani.
Abbiamo fatto un giretto parlando del più o del meno, abbiamo trovato un bar aperto ed abbiamo fatto colazione.
Dopo esserci ringraziati a vicenda della compagnia rientriamo a casa.
Dai, almeno un modo carino di iniziare una giornata… anche se per me quella precedente non è mai finita.
Diari
la premuta.
Entra mia madre in camera con una brocca di spremuta di arancia ed un bicchiere.
Senza dire una parola inizia a versare la spremuta.
Poi…
«Mangi poca frutta, forza beviti questa senza far storie…»
«Dai mamma, lascia lì!»
«Non esiste!! Forza, apri il cannarone e bevi! Non me ne vado se non la finisci…»
Scoppio a ridere e mi bevo la premuta della mamma.
Che Stile.
scritte su un muro di tre anni fa…
…tre anni di ricordi sbattuti in faccia.
Non serve a niente dire quanto ci sono stato male.
Ora inizio qualcosa di nuovo, e non ne farai parte.
Penso di aver trovato ciò che cercavo, e spero vada tutto bene…
c’è la voglia?
Certo che sto lentamente ma progressivamente diventando il tipo di persona che non riesco a sopportare.
e non riesco a dimenticare.
e continua a peggiorare, in quanto divento nervoso ed intrattabile ogni giorno di più, perché non riesco più a sopportarmi.
assurdo vero??
Sa, fumo una Marlboro e me ne torno a lavoro…
con una voglia che non potete capire.
esiste una canzone per ogni…
Lo dicono in tanti, ma pochissime persone ci danno peso.
Alcune canzoni vengono inconsapevolmente legate ad alcune persone o avvenimenti.
Magari sul momento non ci dai peso, ma quando poi sei solo ad ascoltarle, BAM!
La prima cosa che ti viene in mente è proprio quella.
Ho Ascoltato “Feeling This” bei Blink-182 e non mi è venuto in mente nessun altra persona se non il Libe.
Eravamo ad una festa, ma niente… la voglia di ascoltare quel pezzo era troppa per farne a meno, e ci siamo lanciati in macchina con lo stereo “a bomba”.
L’abbiamo ascoltata e riascoltata e riascoltata triturando l’iPod per poi uscire dalla Regata con aria soddisfatta ed abbracciarsi.
Ho Ascoltato “Voices Off Camera” dei Rise Against e… Fra… ero lì in camera tua, tu avevi in mano la mia chitarra, suonavamo, sfumazzavamo, cazzeggiavamo e sognavamo.
Ho Ascoltato “You Make Me Wanna Be A Better Man” dei Five e “L’Eternità” di Giorgia e… Fede… eri sdraiata accanto a me sul prato del Jamaicano e ascoltavamo queste canzoni con l’iPod.
Ci fissavamo negli occhi e imbarazzatissimi quasi ci veniva da ridere.
Non riuscivamo a dirci niente, per tutte le cose successe in un paio d’ anni… tutte riassunte in quello sguardo.
Giuro che è stato un momento allucinante.
INDESCRIVIBILE, DAVVERO. SENZA PAROLE…
Ho Ascoltato “Breaking Free” dall’ High School Musical e mi è venuta in mente Lucia.
Che cotta pazzesca che mi ero preso, ma per troppe circostanze strane non mi sono mai fatto avanti… hehehe, però cantare come due cretini nella palestra del Respighi è stato bello da dio.
Ho Ascoltato “Love Of My Life” dei Queen, e quella (più un paio di canzoni qua e là) la lascio tutta al Bindio perché sì e basta.
Servirebbe un post a parte per mettere giù tutte le motivazioni, e forse nemmeno mi basterebbe un blog intero…
e sai che è così.
Ho Ascoltato “Hangin’ By A Moment” dei Life House e mi sono venute in mente le pause paglietta con la Lilù, L’Ali e la Vichi, e tutte le cose assurde che possono venir fuori da menti strane come le nostre.
Ho Ascoltato “Grace Kelly” di Mika e mi è venuta in mente la mattinata quando io e la Fabi eravamo sdraiati per terra con la schiena sul termosifone e con il caffè, e me la stava facendo ascoltare per la prima volta… CHE TRIP!!! Ci abbiamo passato un giorno intero a canticchiarla.
Ho Ascoltato “Iris” dei Goo Goo Dolls e mi è venuto in mente Schizzo, la stavamo ascoltando dietro nella seicento del Libe mentre tornavamo giù da Bobbio dopo una giornata presa benissimo (20 km prima però gli sbirri ci avevano perquisito per trovare il fumello… che quella volta proprio non c’era).
Ho Ascoltato “Swing Life Away” dei Rise Against e mi è venuto in mente quello scEMO di Paolo Bassi, di quando l’abbiamo coverizzata nel mio studietto di registrazione (dobbiamo finire) e di quando l’abbiamo suonata insieme a S. Giorgio.
Ho Ascoltato “A Thousand Miles” dei Vanilla Sky e mi è venuta in mente la Rebe, di come abbiamo passato momenti a ridercela per delle cazzate o per come entrambi passavamo un sacco di tempo ad ascoltarci e parlarci quando qualcosa non andava… (ehi, ti voglio tanto bene).
Ho Ascolt…. OH MA BASTA!!! VADO IN LET CHE E’ TARDI “A BOMBA”!!!
non puoi capire.
Ti è mai capitato di…
No, aspetta… prima di andare avanti voglio avvisarti che sarò vago perché voglio che sia così.
Probabilmente non lo capirai, nel caso AMEN, ma non voglio essere io a spiegartelo esplicitamente.
Se lo capisci, BENE, altrimenti niente.
Ti è mai capitato di…
Ecco, ripensandoci non voglio più cominciare con queste parole… mmm… vediamo… ecco.
Riscopri improvvisamente ed inaspettatamente l’importanza di una cosa, un qualcosa che avevi messo da parte per qualche motivo.
Ripensi ad un sacco di cose, a quanto avevi lottato per ottenerla, di quanto tempo ci è voluto.
Stai tornando verso casa e, anche se hai avuto una giornata del c***o a lavoro, c’è qualcosa che ti “scalda” dentro.
Non sai se ne vale davvero la pena, e sai che quella sensazione non può essere condivisa o compresa da nessun altro.
Però c’è, ed è li… la senti muovere.
Ti ricordi tutto, di come è cominciata, momenti (magari anche piccole cazzate) che ti hanno fatto stare troppo bene, scoprire cose nuove, tornare a casa e scriverne una canzone, sognare, sperare, incazzarsi, esserne delusi, per poi sperarci ancora.
Ma alla base di tutto è il NON LA PUOI CAPIRE, davvero, è un bel pezzo che ci provo.
Penso che non ne sarò mai capace, e ancora non so se ne vale la pena.
Ah, non sono mai stato capace di esprimere quello che sento.
non c’è proprio nulla da capire…
… e non stare lì a perdere tempo, direi che ne hai preso anche più del dovuto.
ADESSO, non c’è proprio più nulla da capire.
Mi sta solo sul c***o una cosa: il non riuscire a pensare ad una alternativa, il sentirmi legato, il non poter far nulla mentre so che tutto questo è sbagliato.
Come si può odiare qualcosa se ne senti il bisogno quando non c’è??
Non c’è nulla da capire.
app in background.
È curioso, ma è un processo indipendente, agisce in “background”, non lo puoi controllare, e non sempre lo riesci a cogliere.
Te ne rendi conto magari quando torni a casa e cerchi di non fare rumore perché tua sorella è a letto da un pezzo, accendi il mac, cominci a pensare e a schiacciare i tasti.
Ti rendi conto di vivere due vite.
Attenzione: non sto parlando di falsità, o di diversi tipi di comportamento a seconda delle persone che ti circondano, quello non lo concepisco nemmeno.
Parlo di una vita vissuta esternamente, con incontri e dialoghi più o meno casuali con gente a cui tieni in modi diversi o con semi-sconosciuti.
L’ altra è una vita pensata, fatta di sguardi, gesti, parole non dette.
Una vita impenetrabile, leggere e interpretare quei gesti, quegli sguardi e quegli atteggiamenti, è puramente compito della fantasia.
Nasceranno curiosità, parole non dette e pensieri che ti piomberanno addosso mentre torni a casa.
Pazzesco no??
Vivo due vite, sto molto attento e cerco sempre di cogliere il linguaggio “non verbale” delle persone per avere accesso alla loro “seconda vita”, cerco di capire come sono per davvero, cerco di capire ciò che mi interessa di loro, stando poi molto attento a mantenere la mia solo per me.
Ti sembrerà impossibile, ma giuro che è così, per me è davvero così.
?
Compro un disco e, prima ancora di metterlo su, annuso il booklet per sentire quel profumo che semplicemente adoro.
Resto minuti interminabili a rileggere un messaggio che mi fa impazzire.
«I’m living for the only thing I know»
Aggiungo foto, scritte, volantini, cazzate sopra al mio letto come fanno i bocciarelli.
«I’m running and not quite sure where to go»
Si, ma adesso sono molto preso da questo coca e martini bianco.
Nemmeno è a metà, io progetto lo stesso una piccola “aggiunta”.
Quella di prima doveva essere la paglia della buonanotte.
Nemmeno sono passati 5 minuti, io progetto lo stesso una piccola “aggiunta”.
«And I don’t know what I’m diving into»
Ma questo funziona diversamente, nemmeno ci ho provato, nemmeno ci proverò.
Non progetto “l’aggiunta” che inesorabilmente arriverà comunque, perché non decido più per me da un pezzo.
Non è proprio così, e che…
Boh, non lo so nemmeno io.
e non capisci perché.
Esci di casa, accendi l’iPod, accendi una Marlboro e vai a lavorare.
Ti capita una canzone a cui hai sempre associato un particolare avvenimento (c’è da essere sinceri: poche canzoni non hanno riferimento alcuno a momenti della mia vita) e finisci per canticchiarla mentre stai camminando.
Avevo in testa solo quel momento.
Vissuto intensamente.
Stavo da dio quella sera, ed ero fuori di testa.
Perdersi in quella canzone per poi di colpo sentire le stesse sensazioni sulla tua pelle…
E ci resti veramente di merda.
Non sai se prenderti bene o male, e provi esattamente ciò che hai provato in quel preciso istante.
E ti fa paura.