come una volta, e per sempre insieme.

«Solo due giorni fa te ne sei andato e hai lasciato un vuoto incolmabile;
né lacrime né silenzio potranno riempire i nostri cuori ora che non ci sei più.
Potremmo continuare a sperare che non sia vero, a cercare un perché o a ripetere parole che ci confortino per quanto possibile, ma rimarremo sempre con una sola certezza: la musica.
Sapremo dove cercarti, amico, e sapremo di trovarti.
Sarai per sempre nei nostri pensieri e , quando ritroveremo la forza per farlo, saremo felici e onorati di ricordarti suonando, come ci hai ricordato tu con le tue parole, dando sempre il massimo anche quando sembra caderti il mondo addosso;
come una volta, e per sempre insieme.»

the graduates.

carglass ripara, carglass sostituisce.

Accade nel nostro condominio…

In breve:
Ti scassano il finestrino della macchina, quindi sei costretto a tenerla ferma in garage “sfrattando” la panda della Titi.
Carglass non ha in casa il finestrino per la tua auto, ma ti fissa un appuntamento per il giorno dopo.
Titi lavora fuori città, quindi non può permettersi ritardi o imprevisti.
Mio padre le dice di lasciare la macchina nel cortile dal momento che la situazione si risolverebbe in meno di 24 ore.

Ecco la sorpresa:
Un anonimo condomino, da vero paladino della giustizia, ha subito colto l’occasione per rompere il cazzo e lasciare questo biglietto sulla macchina di mia sorella.

Immediata la risposta di mio padre (la scritta rossa in basso) affissa sulla bacheca condominiale.
Io stesso non avrei saputo esprimermi meglio.

BANGARANG!!

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giuro.

 «…just play me something I can dance to… I can dance to anything you wanna sing.»

Cosa avete da dirmi adesso??
Erano cazzate, tutte cazzate…
Non é mai stata una questione di tempo, ne é passato decisamente troppo, eppure eccomi qua a scrivere sta bella cazzata senza sapere il motivo.
E non ho scelta, è così e basta…

Ero sotto casa tua, non mi é riuscito di chiamarti…

Meglio così!

Non posso farci niente, e non cerco giustificazioni per come sono diventato.
Non é un problema mio.
Devo pagarne ancora le conseguenze??
Pace all’anima…
Per me é fin troppo facile rendermi comunque la vita interessante, ridermela sempre e comunque, aggrapparmi a ciò che mi fa stare bene.
Ferisco qualcuno??
Pace all’anima…
Non cerco giustificazioni, è che proprio non me ne frega un cazzo.

Non commetterò Mai MAI più lo stesso errore…

Giuro.

(untitled)

Posso scrivere la mia stronzata delle 12.18??
Sì, posso.
È paragonabile al “post orgasmic chill”, è quel sorriso mezzo da paralisi, quel sorriso veramente scemo che ti trovi sulle labbra dopo esserti svegliato da un sogno ad occhi aperti.
Un sogno che ti ha preso praticamente all’improvviso mentre stavi facendo tutt’altro.
Ce l’ho su ancora adesso, e mi viene troppo da ridere per quanto sia scema sta cosa…

perché sarà pure una roba un po’ adolescenziale, ma…

poi boh, dopo una giornata così, le scrivi due cazzate su un blog o comunque da qualche parte.
Come facevi anni fa, no?
A dirla tutta, nemmeno così tanti…
E lo fai in giornate come queste, quando è troppo difficile tirare una riga e capire come ti senti.

A cosa decidi di dare più peso?
Ad una questione in sospeso da un paio d’anni?
Ad una amicizia salvata destinata a diventare finalmente più forte e sincera?
All’ennesima conferma che quando ho bisogno di te, tu ci sei sempre?
All’abbandonarvi definitivamente?
Ai minuti passati insieme oggi pomeriggio?
All’avermi capito stasera a cena che stavo per crollare?
Al vedere due persone che si chiariscono permettendo a qualcosa di fantastico di continuare?
Come fai a capire chi tra queste persone oggi ti ha lasciato di più?
Chi ti ha fatto stare meglio o chi ti ha fatto più male?
Nel bene o nel male cosa ti ha colpito di più?

Non credo di averlo davvero capito, ma l’ultima canzone che ho ascoltato stasera tornando a casa è stata proprio quella.
E quindi…

Si dorme?

four years later…

Ma non va poi così male.
Ero quasi convinto che stamattina mi sarei svegliato molto peggio, pensando cose del tipo «dio santo, quattro anni fa stavamo iniziando!»
Invece no, ma per un c***o proprio.

Alla fine è sempre stata una cosa mia, mia soltanto.

Un mio obiettivo.
Un mio scopo.
Un mio sogno.

E non puoi pretendere che sia condiviso da altri se non se la sentono davvero, se non riescono a dare un peso alla cosa, se non ci credono abbastanza, o se non hanno voglia di farla crescere insieme…

«You can’t go forcing something if it’s just not right» e penso di esserci arrivato alla fine (anche se ce ne ho messo di tempo).

Che sia questo il motivo per cui non mi spiace più di tanto?
Può essere.

Vedi, dopo aver buttato via quattro anni, penso che forse sia stato un bene che sia successa sta cosa!
ODIO STARE FERMO, è una cosa che non sopporto, e così non poteva davvero funzionare…

Si comincia una nuova avventura, e questa volta sarà diverso.

Nessun rancore, malinconia, rimpianto o tristezza guardandomi indietro…
Solo un capitolo chiuso.
Punto.

Molly.

…e non è solo una stupida pretesa, lei se le sente dentro davvero…
È convinta che alcune canzoni siano state scritte soltanto per lei, sorride quando pensa a quanto sia buffa come cosa, ma le piace credere che sia davvero così…

Fuori dal finestrino vede passare la sua fermata… è proprio fuori come un balcone!
Tira una maledizione “a denti stretti” cercando di non farsi notare dalla tipa seduta da parte, poi ci ride un po’ su e scende alla fermata dopo.

Metti giù la matita, rileggi e… boh, ti fai una bella ristata!!
Sai esattamente dove vuoi arrivare, ma stasera non riuscirai a scrivere il testo che hai in mente, le parole non ti vengono, e non ci sei dentro nemmeno un po’.

Si chiama gelosia, e non la provavi da un pezzo, o forse non l’hai mai provata per davvero…

E’ solo che non ti dai una spiegazione, non capisci perché brucia così tanto, o meglio…
Non avresti mai pensato succedesse proprio con lei.

Comunque non importa.
Non puoi farci niente.
Punto.