milkman

Attenzione: questo post è una versione “romanzata” della realtà 🙂
…ho il piacere di presentarvi la linea di biancheria intima ufficiale del vostro lattaio di fiducia…
HONEST HARD-WORKING & NOT BAD WITH THE LADIES. Introducing… MILKMAN UNDERWARE 😀
Indossa la biancheria di un eroe e rendi così indimenticabili i tuoi rendez-vous. Prova il brivido di una canzone della Carly Rae Jepsen, rompi il ghiaccio con un “fai i complimenti a mamma”, dille sempre che è “proprio brava”, ed anche quando ha visto “qualche inverno in più delle altre” tieni bene a mente che “old chick makes good soup.”
Ringrazio l’azienda per questo endorsement (e faccio i miei complimenti per la scelta del modello… non deve essere stato facile cercare di eguagliare la mia prestanza fisica 😉 ) e ringrazio i miei lettori e lettrici per farsi sempre una risata con me di me. 😀 alla prossima disavventura!!
Buona serata!!
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classifica 2015

 

So che molto probabilmente eravate in attesa di una nuova puntata de “il lattaio dall’innamoramento facile”, ma oggi devo deludervi (si fa per dire) 😉
Mancano pochi giorni alla chiusura di quest’anno e nel rispetto delle tradizioni devo postare la mia classifica 2015.
“Immaginata” bevendo una birra con un mio amico, “completata” riascoltando un paio di canzoni tornando a casa dopo l’esse.
A questo giro sarà una top 10 (è uscita troppa roba che mi piace quest’anno… 5 proprio non ce la faccio, abbiate pazienza)

ECCOLA!! 

1. Drones [Muse]
2. A Head Full Of Dreams [Coldplay]
3. Jumpers For Goalposts [Ed Sheeran]
4. Everybody Is Going To Heaven [Citizen]
5. Young Chasers [Circa Waves]
6. Stories [AVICII]
7. The Story So Far [The Story So Far]
8. Chaos And The Calm [James Bay]
9. Undertow [Drenge]
e (ovviamente 😀 ) 10. Midnight [Pertegò]

 

midnight.

Ci siamo.
Non vedevo davvero l’ora di farvi ascoltare questo ep, e sono davvero davvero davvero preso strabene.

Ora però è il momento di Grazia, Graziella e grazie al…
Perché doveva pur esserci un motivo per quell’ultima pagina del libretto del disco.
«Ma che cazzo te ne frega di ringraziare della gente a caso?»
Poi alla fine ci sono arrivato.
Senza l’aiuto diretto o indiretto di alcune persone credo che le cose sarebbero andate parecchio diversamente.

Quindi grazie a quei due disgraziati di Chris e Ago per la loro pazienza infinita mentre si provava a “sbrogliare la matassa”, per la loro fiducia totale in me, e (soprattutto) per fare musica con me.
Non credo che riuscirei a farne a meno.

Grazie a Donna Giuliana, la vera co-producer di questo ep, per averne seguito tutti gli step e per avermi dato di volta in volta il suo parere.
Parere che, per la cronaca, reputo fondamentale.
Mi ha cresciuto a pane e musica, se non di lei di chi dovrei fidarmi?

Grazie Silvia per i video, e grazie al mio fratellone Shortie!
Evito di scrivere il motivo perché non credo che ce ne sia bisogno.
«Eduaaaaardo, ma che t’hanno fatto?».

Grazie AVICII ( ain’t talkin’ ‘bout Tim Bergling… Yep, the dj/producer is cool, but the baker is waaaaaay better) e grazie alla fortuna sfacciata che ho ad avere un amico così.
Solamente il parlare con lui di un sogno o di un obiettivo ti mette addosso tantissima “voglia di realizzarlo” e molte volte è l’unica cosa di cui si ha davvero bisogno. (F.T.M. always).
Poi grazie a Face, al Capitano Bottego e ‘rata Lamoure per aver seguito gli sviluppi sapendo quanto fosse importante per me ‘sta cosa.
Devo avervi fatto una testa così, sorry.

Chiudo ringraziando il trio degli eretici/bibbitari, ovviamente parlo di Robi, di Diego e soprattutto della mia fashonblogger/fangirl/youtuberwannabe preferita, Helenena.
In onore di tutte le nostre innumerevoli fregnacce.

Keep it cold!
’mocc a mammt.

windows live messenger.

È un hard disk che non viene collegato quasi mai.

Se ne sta su una mensola “dimenticata da dio” e con il tempo ha collezionato un quantitativo di polvere allucinante.
Inizialmente il suo utilizzo era quello di backup: cartelle ordinate dove periodicamente finivano documenti, progetti di logic pro, e quant’altro.
Poi è diventato quanto di più simile ci possa essere ad un “pensatoio” nel mondo reale (la Rowling la conosciamo tutti, no?) e ci sono finite dentro tutte le cose che ho imparato ad etichettare come “non sa/non risponde” (©Helenena, all rights reserved)
Ci si trova dentro di tutto, dalle foto e le note eliminate da Facebook di momenti che non voglio più “condividere”, appunti e bozze di canzoni, qualche mail, alle vecchie conversazioni di windows live messenger.

Ero alla ricerca di alcune tracce registrate nel duemilamai e sono inciampato in una conversazione con il Bindio allucinante.

Quella sera eravamo andati a provare con il gruppo al live studio di Codogno per rifinire un paio di pezzi nuovi da suonare a Tendenze 2007 ed eravamo troppo felici.
Era una di quelle serate in cui vai a casa con un sorriso da deficiente stampato in faccia, la stessa paresi che può provocarti una serata passata ad ammazzarti di erba, una di quelle serate in cui ti senti letteralmente invincibile.
Torno a casa, accendo il pc, loggo su msn, e vedo una sua conversazione che inizia con un «bella lì per stasera, sono senza parole… Vi voglio troppo bene.»

Volevo davvero fermarmi lì con la lettura perché non avevo troppa voglia di riguardare dentro quel periodo, ma ovviamente me la sono riletta tutta.
Mi fa strano vedere com’ero, come eravamo.
Quattro disgraziati con la voglia di suonare insieme la nostra musica.
Mi ricordo di tutto, come se fosse passato un giorno soltanto, dai fantastici momenti passati insieme a tutti i dubbi, incazzature ed incertezze.

Mi ricordo ancora che parlavo di loro come la cosa più bella della mia vita e, per quanto possa suonare strano o infantile, per me vale ancora così.

Di tempo ne è passato parecchio ma sono sempre della stessa idea:
i Tapes sono stati la cosa più bella che mi sia mai capitata.
La cosa di cui più sento la mancanza se guardo indietro.

Maladissa.

(untitled III)

Non è assolutamente facile starsene sul divano a scrivere quando hai un coniglio, specialmente quando sembra particolarmente contento che tu sia a casa e non in giro, specialmente quando si sente in vena di agguati.

«Ciao Fabrizio, sì… sì, questo si chiama computer, ora gentilmente scenderesti dalla tastiera? Grazie.»

fuori tema.

Immaginati di interrompere un discorso dicendo «ehi scusa, ma non me ne frega un cazzo» e poi fissa il tuo interlocutore, ridi della sua reazione, ed infine assaporati il momento.
Mai stato capace, devo ammetterlo, ma sono sempre riuscito a mantenere un “equilibrio” che credo di aver perso…
Avere la testa da tutt’altra parte, essere immerso nelle mie passioni, nei miei obbiettivi, mi è sempre stato d’aiuto.
No, sono serio, riuscivo a trasferire quella stessa “ambizione” anche in cose che mi interessano decisamente meno, riuscivo a scrollarmi di dosso incazzature e giornate storte con molta più facilità.
Non funziona più, e sono cazzi.
Nell’attesa di trovare una soluzione alternativa a questo problema, ringrazio chi direttamente o indirettamente ha cercato di dare un po’ di senso a questa giornata “so far”.
Una sigaretta con un amico, una telefonata che non mi aspettavo davvero, e quel “caffè rimasto in sospeso da mesi”.

sotto la doccia.

Se domani pome potessi fare una domanda davvero cretina alla mia “arredatrice” suonerebbe parecchio tipo: «senti Sabrina, ma in doccia riusciamo a montare un qualcosa che riesca a spegnerti il cervello?»
Sono uno di quelli che di solito se la canta alla grande sotto la doccia, e scommetto che da me ve lo aspettavate, ma spesso mi capita di farmi dei viaggi con delle connessioni che hanno poco senso.
Ho rivisto di recente con una mia amica “The Butterfly Effect”.
L’avevo praticamente rimosso da qualsiasi cassetto della memoria (e meno male, aggiungerei) quindi, invece di lanciarmi in vocalizzi estremi “a la Callas”, oggi in doccia ho passato un po’ di tempo a cercare di capire il potere di Evan.
«E se potessi scegliere tre giorni (metto un limite) in cui tornare indietro a cambiare qualcosa?»
Facile: uno sarebbe a metà gennaio 2007, uno a fine ottobre dello stesso anno, ed uno a metà settembre 2014.
(Prima di prendermi del “romanticone” così a titolo gratuito, vi avviso che solo uno di questi momenti riguarda una relazione, sto parlando di tre situazioni completamente diverse, tre “argomenti” completamente diversi che non vi descrivo solamente per non condizionarvi).
Ma la vera domanda a cui non riesco a rispondere è: «ma lo farei davvero?» o meglio «avrebbe senso non far succedere qualcosa per non doverne pagare le conseguenze ma distruggendo anche dei momenti fantastici?»
Ovviamente non ne sono venuto fuori.
L’unico risultato ottenuto è che (anche a sto giro) ho passato più tempo in doccia di una bella principessina.

Buona serata.

molto bene.

Ed ora proverò a spiegarvi questa sensazione qua.
Mettiamo per un secondo da parte il vostro lattaio, che ormai conoscete abbastanza bene, e parliamo del Brunetto “sciacquino del suono”.

Sono stato per un bel po’ di tempo immerso nella realizzazione di un Ep con quei due disgraziati di Ago e Chris.
Sono stato coinvolto nella composizione dei brani, mi sono fatto carico della produzione, ho suonato un po’ di basso, un po’ di chitarre, un po’ di “suonini vari”, ed ho anche cantato un po’ (quest’ultima cosa, per dovere di cronaca, è capitata decisamente “sotto-minaccia”… Ormai saprete bene che non sono mai stato capace di cantare).
Un pochino di “editing”, che non guasta mai, dopo di che mi sono lanciato nel “mixing”.
Rimaneva quindi l’ultima fase della produzione, il “mastering” appunto, e quindi, per avere un paio di orecchie esterne al progetto, abbiamo pensato di affidarci allo Sterling di New York…

Eccomi al punto: sapere che questo Ep in cui ci ho messo veramente l’anima è stato “rifinito” proprio lì è una sensazione pazzesca, il riascoltarlo è una sensazione pazzesca!
Non mi reputo nessuno, sono l’ultimo dei cretini ed ho solo da imparare, ma non ho dubbi sul fatto che è di tutto questo che mi vorrei occupare tutti i giorni.

Una bella soddisfazione insomma, tra l’altro in un periodo in cui ne avevo davvero parecchio bisogno.
Molto bene.

contrariato a dir poco.

Ok, ok! Devo ammettere che ultimamente mi capita spesso di essere costretto a fare il percorso dal letto al negozio in una manciata di minuti.
Attenuanti: il mio dungeon master ha ben pensato di farci trovare un ragno colossale da “spiumare” a fine serata, ed il latte bollente con il Lagavulin è un ottimo sistema per abbassare la temperatura corporea (il paracetamolo gli fa un trimone… il punto è poi riuscire a sentire la sveglia di lì a poche ore), ma credo comunque che non siano sufficienti a spiegare questa “forza oscura” che si aggira in quel di Via Conciliazione.
Tra dimissioni e trasferimenti così proprio non va, il vostro lattaio di fiducia è parecchio contrariato… “sappiatevelo!”
Quindi basta, né?

call me maybe.

Potrebbe sembrare la terza puntata della serie “le disavventure del lattaio con l’innamoramento facile”, ma non è così.
Nessuna disavventura o figura da campioncino stavolta.

In breve:
Sabato pomeriggio, in una fascia oraria tranquilla, il nostro eroe stava dando una drizzata alla vetrina prestando più attenzione alla musica di sottofondo del solito.
Dopo le ultime note di “Waiting For Love” di Avicii, e dopo l’immancabile annuncio per ricordare alla clientela che «domenica questo punto vendita resterà aperto» (o per ricordare al povero lattaio che fino a mercoledì avrebbe dovuto alzarsi all’alba) gli proposero “Call Me Maybe” della Carly Rae Jepsen.
E va be.
Pareggia pareggia arrivò fino al settore degli yogurt da bere, ed è lì che sentì una voce che ne stava accennando il ritornello…
«Dai brunetto!» (tra se e se) «dopo il “oh, brava!” e dopo il “certo che questa è proprio brava”, facci un’altra figura delle tue», e quindi si mise a canticchiare sotto voce la canzone, ma facendo finta di essere parecchio impegnato.
A questo punto pensava che la signorina avrebbe smesso o che avrebbe fatto finta di niente… ed invece no!
Lei, forse divertita dalla cosa, eccola che si mise a canticchiare assieme al nostro eroe (con un inglese perfetto tra l’altro), mentre lui… beh… si era appena appena innamorato (di nuovo).
Finita la canzone poi, i due si salutarono con un «buona giornata», «grazie anche a te», e con due sorrisi da cretini stampati in faccia…

Ma pensa te.
That’s all folks, vado a farmi curare.