Spiderman’s control and Batman with his fists.

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Uccidere tutti a vista. 

Ed io che credevo di diventare (con calma e con pazienza) un po’ meno una brutta persona.

(Cazzata, tranquilli che non ci ho mai creduto, stavo scherzando.)

E nemmeno ho capito davvero se va così per colpa mia, a causa di questa “annata e un po’ di più” decisamente da archiviare (non ho ancora finito la conta dei danni), o se si tratta semplicemente di una fase, una fase in cui non ho voglia di farmi raccontare delle storie, e se decidi di farlo ti lascio indietro.

Quindi ho visto bruciare amicizie con delle radici profondissime senza alzare un dito per salvarle, restando lì a guardare il pochissimo valore che avevano.
Magari con gli occhi gonfi e con un sacco di parole non dette che ti affogano, ma non so più perdonare nella stessa maniera in cui non sono mai stato capace di mentire, non mi ricordo come si fa a stare lì ad ascoltare un sacco di stronzate che vuoi dirmi per farti perdonare, quindi semplicemente non lo faccio, a prescindere da quello che perdo.

E poi alla fine non è forse vero che ti fai decisamente più male a cadere da molto in alto?

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Io ci ho provato, ma non sono stato capace di trovare un modo per scrivere cosa si prova la prima volta che metti piede allo Stadium.

E quasi mi spiace di averlo cercato, dal momento in cui sono consapevole di quanto una sensazione così sia impossibile da descrivere.

E metti anche che ce la fai, in quanti poi capirebbero davvero?

So solo che è stato un momento che non dimenticherò mai, giuro.

(Ora però mi piacerebbe riavere indietro la voce… capisco di meritarmelo per tutte le cose indicibili gridate a Reina, la donna che l’ha messo al mondo, tutti i partenopei, con tutte le donne che li hanno messi al mondo, ed il Vesuvio… Ma ora non mi dispiacerebbe affatto ritornare a parlare senza questa somiglianza con Amanda Lear.

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I’ve been reading books of old
The legends and the myths
Achilles and his gold
Hercules and his gifts
Spiderman’s control
And Batman with his fists
And clearly I don’t see myself upon that list

Where’d you wanna go?
How much you wanna risk?
I’m not looking for somebody
With some superhuman gifts
Some superhero
Some fairytale bliss
Just something I can turn to
Somebody I can miss

Non mi sono dimenticato di te, non può succedere.

Ascoltare i Coldplay senza che il pensiero ti raggiunga anche solo per un secondo è impossibile e non è stato facile ricominciare ad ascoltarli senza farmi male. Anche questo pezzo con i Chainsmokers poi sono convinto che ti sarebbe piaciuto davvero un sacco…

mi manchi tantissimo.

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Faccio fatica a crederci, ma siamo ancora capaci di scriverci questi messaggi dopo dieci anni, dieci anni esatti.

Non siamo ne cresciuti ne invecchiati, forse un po’ cambiati, ma decisamente siamo dei cretini così come lo eravamo quando ci siamo conosciuti.

Grazie di tutto, davvero (si un po’ anche ‘affanculo, ma comunque grazie).

American Idiot: piccoli lattai crescono.

Nemmeno ti conosco, e guarda cosa cazzo hai combinato. 😀
“Ogni lasciata è persa”, condivido in pieno, ma spesso predico bene e razzolo male, dandomi qualche scusa o motivazione per fare in modo che non mi senta troppo in colpa per aver lasciato qualcosa di intentato o per poter comunque continuare a dire che (tranne in casi limite) è una cosa che non faccio mai.
Stavolta di motivazioni me ne sono date davvero parecchie quindi non ho fatto troppa fatica a lasciar perdere… e poi ho chiuso il ragionamento dicendomi che una così davvero non merita di perdere tempo con uno come me.

Ad ogni modo sono passato sul tuo profilo Facebook (sì, come un vero stalker) perché dovevo assolutamente farlo e basta. 😀
Un po’ mi hai preso, quindi avevo voglia di scoprire qualcosa su di te senza chiedere troppo in giro e senza dover dare troppe spiegazioni.
Ti trovo ed inizio a sfogliare il tuo diario, poi do un’occhiata agli interessi, film e serie tv che (ovviamente) non conosco, qualche libro e un po’ di musica.

Nell’elenco i Green Day.
“Ma dai, giuro, non l’avrei mai detto” ad alta voce e nel silenzio di casa mia.
Non li ascolto da una vita: accetto il consiglio e li metto su, poi comincio a dare una occhiata alle foto.

è stato detto o scritto talmente tante volte che è diventato banalissimo, “nonetheless” non trovo un modo migliore per dirlo: la voce di Billie Joe Armstrong me la sento sotto la pelle e ci siamo ritrovati oggi pomeriggio solamente per capire che questa cosa non può e mai potrà cambiare.
American Idiot è uscito quando avevo 15 anni, l’età perfetta per capire il concetto di “rage and love” che accompagna tutto il disco, e se già i Green Day mi piacevano un sacco, con quel disco mi avevano completamente rapito.

Quindi, una volta finito di lavare i piatti e di “dare un senso” alla casa, metto su le beats e me ne vado nel “my favorite outdoors listening place”.

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Premo play poi tutto va come deve andare, come da copione, sì perché quel disco è mio, e corpo e mente e anima reagiscono all’unisono alla sua presenza. E come un vortice è tornato tutto, chissà che facce che devo aver fatto, un lettore cd e condividere gli auricolari in fondo al pullman, fumare erba in una stanza d’albergo, la prima volta che ti vedevo arrivare in sala prove (la sensazione esatta, non un ricordo, la stessa sensazione), i Full Screen Oblivion e le “pause caffè” (non te la spiego, non l’hai vissuta, non capiresti) , il diciassette aprile duemilasette, “il capannone” di Carpaneto, i Tapes e tutto ciò che è stato, la preparazione dei “fogli di consultazione per l’esame di maturità ed il quantitativo di birra che ho dovuto mandare giù dopo l’esame orale, la corsa nudi davanti al baciccia di venerdì sera, la vacanza a Massa ed i “trifase” (hahahaha 😉 quell’estate l’ho incorniciata) poi la stuoietta del jamaicano, nemmeno sapevo che sarebbe stata una delle ultime volte che ci saremmo visti, ascoltavamo non ricordo cosa, e tu mi prendevi per il culo perché ero dello stesso colore dei tuoi capelli ed eravamo troppo imbarazzati per guardarci in faccia, poi un bacio sotto casa mia e la tua frase che ricorderò per sempre “stavolta però senza tutto quel casino”.

Spettacolo.

Non ho ascoltato “whatshername” perché non avevo alcuna intenzione di ascoltarlo finire, ricordo un po’ di malinconia quando mi era capitato di riascoltarlo tutto in treno, ed avevo voglia di sentirmi “invincibile” ancora per un po’ ( cazzata: sto solamente cercando una scusa per aver assecondato la voglia di “Hardwell” che mi è salita mentre tornavo a casa. 😉 )

rage and love.
Yours.
Bruno.

Eccomi… 
Lo so, lo so, non la stavate aspettando con la stessa ansia con cui solitamente aspettate una nuova edizione de “il lattaio con l’innamoramento facile”, ma siamo a fine anno e si tirano le somme… 
Quindi, nel rispetto di una mia tradizione, eccovi la mia top ten, i miei dieci dischi preferiti usciti nel 2016.

10. Radiohead – A Moon Shaped Pool
9. The 1975 – I Like It When You Sleep, For You Are So Beautiful Yet So Unaware Of It
8. Simple Plan – Taking One for the Team
7. Jack Garratt – Phase
6. Mat Kerekes – Luna & the Wild Blue Everything
5. OneRepublic – Oh My My
4. Shawn Mendes – Illuminate
3. Metallica – Hardwired…To Self-Destruct
2. Bastille – Wild World
1. Blink 182 – California

Buona Notte.
Yours.
Bruno. 

Panna.

In questo episodio: la “white sauce”.
A: Excuse me, do you know where the “white sauce” is?
B: (Oh mamma, ma guarda questa… bravissima, complimenti!!) The white sauce? What do you mean?
A: I don’t know what it’s called…you use it to cook pasta.
B: Oh, I think I got it. Panna! (e con fare da splendido… ) follow me.
B: Is this your “white sauce“? (detto quasi ridendo… non oso immaginare il tono, il mio colore e l’espressione… ma lei si mette a ridere quindi mi sono fatto una idea…)
A: Yes It Is!! What did you call it?
B: Panna.
A: Panna!! (con una pronuncia che non mi dimenticherò mai) Thank You.
B: Anytime! ( qui con un tono davvero da galera… in quell’anytime c’era tutto il savoir-faire del vostro lattaio…)

Vado via ridendo.

P.S.: si ringrazia il signor Morisi per la pazienza infinita nel rifornire tutta questa yogurteria portuaria del mio codice post-planogram (in cui ho deciso di ordinare l’intero magazzino LAS) bestemmiando solo lo stretto necessario.

Yours.
Bruno.