Ed ora proverò a spiegarvi questa sensazione qua.
Mettiamo per un secondo da parte il vostro lattaio, che ormai conoscete abbastanza bene, e parliamo del Brunetto “sciacquino del suono”.
Sono stato per un bel po’ di tempo immerso nella realizzazione di un Ep con quei due disgraziati di Ago e Chris.
Sono stato coinvolto nella composizione dei brani, mi sono fatto carico della produzione, ho suonato un po’ di basso, un po’ di chitarre, un po’ di “suonini vari”, ed ho anche cantato un po’ (quest’ultima cosa, per dovere di cronaca, è capitata decisamente “sotto-minaccia”… Ormai saprete bene che non sono mai stato capace di cantare).
Un pochino di “editing”, che non guasta mai, dopo di che mi sono lanciato nel “mixing”.
Rimaneva quindi l’ultima fase della produzione, il “mastering” appunto, e quindi, per avere un paio di orecchie esterne al progetto, abbiamo pensato di affidarci allo Sterling di New York…
Eccomi al punto: sapere che questo Ep in cui ci ho messo veramente l’anima è stato “rifinito” proprio lì è una sensazione pazzesca, il riascoltarlo è una sensazione pazzesca!
Non mi reputo nessuno, sono l’ultimo dei cretini ed ho solo da imparare, ma non ho dubbi sul fatto che è di tutto questo che mi vorrei occupare tutti i giorni.
Una bella soddisfazione insomma, tra l’altro in un periodo in cui ne avevo davvero parecchio bisogno.
Molto bene.
Autore: brunodemicco
contrariato a dir poco.
Ok, ok! Devo ammettere che ultimamente mi capita spesso di essere costretto a fare il percorso dal letto al negozio in una manciata di minuti.
Attenuanti: il mio dungeon master ha ben pensato di farci trovare un ragno colossale da “spiumare” a fine serata, ed il latte bollente con il Lagavulin è un ottimo sistema per abbassare la temperatura corporea (il paracetamolo gli fa un trimone… il punto è poi riuscire a sentire la sveglia di lì a poche ore), ma credo comunque che non siano sufficienti a spiegare questa “forza oscura” che si aggira in quel di Via Conciliazione.
Tra dimissioni e trasferimenti così proprio non va, il vostro lattaio di fiducia è parecchio contrariato… “sappiatevelo!”
Quindi basta, né?
call me maybe.
Potrebbe sembrare la terza puntata della serie “le disavventure del lattaio con l’innamoramento facile”, ma non è così.
Nessuna disavventura o figura da campioncino stavolta.
In breve:
Sabato pomeriggio, in una fascia oraria tranquilla, il nostro eroe stava dando una drizzata alla vetrina prestando più attenzione alla musica di sottofondo del solito.
Dopo le ultime note di “Waiting For Love” di Avicii, e dopo l’immancabile annuncio per ricordare alla clientela che «domenica questo punto vendita resterà aperto» (o per ricordare al povero lattaio che fino a mercoledì avrebbe dovuto alzarsi all’alba) gli proposero “Call Me Maybe” della Carly Rae Jepsen.
E va be.
Pareggia pareggia arrivò fino al settore degli yogurt da bere, ed è lì che sentì una voce che ne stava accennando il ritornello…
«Dai brunetto!» (tra se e se) «dopo il “oh, brava!” e dopo il “certo che questa è proprio brava”, facci un’altra figura delle tue», e quindi si mise a canticchiare sotto voce la canzone, ma facendo finta di essere parecchio impegnato.
A questo punto pensava che la signorina avrebbe smesso o che avrebbe fatto finta di niente… ed invece no!
Lei, forse divertita dalla cosa, eccola che si mise a canticchiare assieme al nostro eroe (con un inglese perfetto tra l’altro), mentre lui… beh… si era appena appena innamorato (di nuovo).
Finita la canzone poi, i due si salutarono con un «buona giornata», «grazie anche a te», e con due sorrisi da cretini stampati in faccia…
Ma pensa te.
That’s all folks, vado a farmi curare.
per chi non lo sapesse…
ho una paura fottuta degli insetti, è così da quando ho ricordi, non ci posso fare niente.
Per chi non lo sapesse…
alla mia famiglia non importa quindi spalancano finestre, porte, e quant’altro proprio come se dovessero accogliere in casa la madonna.
Per chi non lo sapesse…
stamattina ho dovuto combattere contro bestie e creature provenienti da altre realtà che nemmeno il mio dungeon master oserebbe mandarmi contro (il che è tutto dire, dato che domenica scorsa i “beholder” erano due).
Per chi non lo sapesse…
il Brizietto (da buon coniglio) ha più paura di me e non ha alzato una zampa per difendermi.
Giuro! Giuro che a casa mia le zanzariere le farò saldare se possibile!
Have a nice day.
azzurrino cosa?

and these are the days…

Sì, non ha senso…
E sì, mi sono addormentato con su i jeans.
Ma non ditelo a mia madre che si incazza!
per sempre.
«È stato come rivivere tutte le emozioni passate insieme…ora spero solo possano restare impresse lì per sempre…»
Oggi pome nella home mi sono trovato questa frase sotto il murales dedicato ad Elia.
Schizzo mi ha tolto le parole di bocca.
Io fino all’ultimo davvero non sapevo come mi sarei sentito sabato sera.
Non parlo di nervosismo, e sono consapevole di non essere un granché come musicista, al contrario di quello che dicono alcuni miei amici e di quello che diceva anche Elia.
Ma dopo un sacco di tempo che suono, di tensione davvero non ne sento più.
Parlo più che altro di che cosa avrei provato ad essere lì con i Graduates, a suonare con il suo insegnante dietro alla batteria, di che emozioni avrei potuto provare con alcune canzoni in particolare, di come mi sarei sentito a suonare sulla sua batteria per gli ultimi due pezzi della scaletta.
Solitamente cerco sempre di non far capire a chi mi sta intorno quando c’è qualcosa che non va o che mi preoccupa, ma davvero non sapevo se sarei stato capace di farla questa cosa.
Non sono il tipo da “aprirsi” e parlare di come mi sento riguardo la situazione, e penso che alla fine non ce ne sia nemmeno bisogno.
Quello che mi sento di dire è solamente che per certi aspetti è stato parecchio difficile, ma sono davvero contento di averlo fatto.
Avevo scritto «Grazie a tutti quelli che ci sono stati… Pazzesco: La (quasi) totalità delle persone a cui tengo di più sulla faccia della terra tutti in un posto solo…» e la penso ancora così.
Al di là di chi avrebbe voluto davvero esserci, di un paio di persone all’estero, di chi aveva proprio bisogno di dormire per prepararsi ad una domenica particolarmente importante, le persone per me davvero importanti erano tutte lì e questo mi ha dato parecchia forza.
Qualche mese fa scrivevamo che «quando ritroveremo la forza per farlo saremo felici e onorati di ricordarti suonando, come ci hai ricordato tu con le tue parole, dando sempre il massimo anche quando sembra caderti il mondo addosso; come una volta, e per sempre insieme.»
È stato e sempre sarà così.
Come una volta, e per sempre insieme.
elia.

your hand in mine.

Ultimo ascolto per oggi.
Difficile che io mi prenda parecchio per un pezzo strumentale, ma questa canzone è talmente bella che è come se un testo ce l’avesse, e ogni tanto ci inciampo dentro.
Vuoi perché lo shorts ha fatto delle registrazioni incredibili, vuoi perché sono parecchio soddisfatto di come stiano andando due o tre cose che ho in ballo in questo periodo, vuoi perché gli inglesismi da “English Friday” a sproposito di Helenena mi hanno fatto morire, vuoi perché ho ricevuto una delle mail più belle di sempre.
È la prima canzone che mi è venuta in mente prima di mettermi a letto.
Quindi ‘notte!
Io prima mi perdo un po’ negli Explosions.
il baffone.
Cronache del brunetto e dell’astinenza forzata dagli alcolici…
Giorno 3 di 20:
Esce dalla doccia in stato confusionale:
C’è qualcosa che non va!
Fa per lavarsi i denti e non appena guarda nello specchio si ritrova “il baffone Moretti” che, salutandolo come si conviene ad un vecchio amico, gliene offre una delle sue dicendogli «Dai, solo una… non lo diciamo a nessuno!»
Andiamoci a fare sta bella chiusura in Esse, va.