Io volevo solo farti sapere
che puoi chiamarmi se ti fa stare bene
un poco d’acqua ti toglie la sete
anche se è piena di ruggine.
Io volevo solo farti sapere
che ragionare non ci serve a niente
un po’ d’acqua ti toglie la sete
anche se è piena di ruggine.
Lo sai che ti volevo dire
pensieri scomodi.
Lo sai che ti volevo dire
pensieri illogici.
Va a finire sempre così.
Te ne stai nel tuo, cercando di restare in equilibrio come meglio puoi, finché…
Premi play per la prima volta su di un pezzo appena uscito.
Irbis non sai nemmeno chi cazzo sia, ma il feat appartiene al 🐐, quindi naturale ascoltarlo non appena possibile farlo.
E fin qui.
Nemmeno uno dei pezzi più belli tra quelli che hai ascoltato di recente, ma per poter scrivere una frase di questo tipo devi proprio aggrapparti con tutta la forza che ti resta a disposizione al tuo lato più critico ed oggettivo, perché a renderlo il pezzo più bello tra quelli che hai ascoltato di recente è tutta la situazione che ti si viene a creare esattamente in questo posto ed in questo momento.
Quel tipo di suoni, quella produzione, quelle linee melodiche e quelle parole, un secondo dopo l’altro le vedi assumere forme e colori quasi familiari, andando a disegnare esattamente quello che stavi cercando, ciò di cui avevi davvero bisogno.
Pazzesco quando succede.
Inutile provare a difendersi, e difendersi da che cosa poi?
Vai avanti nell’ascolto e ti accorgi che ci stai già nuotando dentro, che la tua pelle sembra reagire a qualcosa che sta scorrendo sotto la sua superficie, poi la sensazione di una carezza sul collo, di essere stretto in un abbraccio con qualcuno che ami e che ti ricambia incondizionatamente.
È così bello da fare quasi male.
Sei ancora vivo, e sei ancora umano.
Continua pure a negarlo se pensare l’esatto opposto ti serve a qualcosa.
E niente: Pensieri Scomodi è entrata di prepotenza in alta rotazione.
Giuro che gli do almeno un giro al giorno, e non credo che smetterò di farlo, almeno non nel prossimo futuro.
Se ne sta comunque in buona compagnia, nel rispetto delle mie abitudini così lunatiche e bipolari che tutto il giorno e tutti i giorni (cit.) mi portano a scegliere cosa mettere sul giradischi o cosa chiedere a Siri di riprodurre da Apple Music.
Le pagine di Kagurabachi mi hanno fatto tornare la voglia di ri-ascoltare qualcosa dal catalogo degli Slayer (fondamentalmente sto facendo cherry picking tra gli album Seasons In The Abyss e Reign In Blood… che poi come diavolo abbia fatto a collegare gli Slayer con quel manga ancora non l’ho capito, ma fa niente), i Knuckle Puck hanno dato una ri-spolverata ad uno dei miei dischi preferiti di sempre in occasione del suo decimo anniversario (e per la cronaca: adesso suona davvero di brutto!), ho consumato Vite Sgrammate di Promessa fino alla morte, e mi sto cullando con Decrescendo di Rkomi.
Da quest’ultimo disco ascolto spesso e soprattutto brutti ricordi. con Bresh e orfani. con Izi.
Prevedibile?
Chiaramente!
Se è cosa nota a chiunque il mio essere una fangirl di Bresh (ok, magari non ai livelli di Alice, che già sta già facendo scorta di Prep in vista dell’uscita di Mediterraneo prevista per il 6 Giugno… Alice, scusami!) per Izi bisogna fare un discorso a parte.
Non è mai stata una questione fisica (Angelo, scusami… era evitabilissima, lo so! Non ho saputo resistere 😂), Izi è una delle cose più belle che ho scoperto in tempi recenti, e nella stessa maniera in cui mi sento in colpa per aver ignorato completamente la sua esistenza fino al 30 Ottobre 2024, sarò eternamente grato a chi l’ha portato nella mia libreria musicale.
Per sempre.
Magnetico, aggettivo che uso in pochissime situazioni, o comunque la prima parola che mi viene in mente se sto per parlare di lui.
Metti su qualcosa di suo, e ti giuro che basta davvero un attimo… Ci finisci sotto malissimo.
“Ok Brunino, va bene tutto, ma gli Slayer? Dopo tutto questo tempo?”
“Always!”
Ogni cosa deve essere sempre in equilibrio.
E mi hanno trascinato in chiesa.
Di nuovo.
Cosa potevi mai aspettarti da me se non gli Slayer?
Hai capito proprio bene, Tippe e Sam hanno deciso di farmi varcare nuovamente l’immenso portone del Corpus Domini scegliendomi come padrino della mia Potato.
Sei chili (and still counting) di amore incondizionato, profondi occhioni blu, sorrisi che come lame affilate ti trafiggono l’anima, e dei bei ruttazzi degni di suo zio.
No, non è crollato il soffitto.
No, non sono stato colpito da un fulmine.
Ciò non di meno, una certa “insofferenza” per la mia presenza in quel luogo sacro è stata comunque manifestata da qualcuno tra i protagonisti di questa antichissima religione.
Sant’Agostino scriveva della predestinazione, questa dottrina secondo la quale il principale avrebbe già compiuto la sua scelta pro-salvezza o pro-dannazione eterna per tutti i suoi figli.
Hai ancora dubbi sul destino della mia povera anima?
Mi ci sono voluti ventisette tentativi (con i relativi ventisei fallimenti clamorosi) per accendere quel benedetto cero, e la cosa è diventata quasi un meme per le persone tra i presenti che mi conoscevano abbastanza bene da capire cosa mi stava succedendo su quell’altare.
Uno sguardo rivolto verso il cielo (proprio come sono solito fare giusto un istante prima di chiamare in causa Lui oppure un membro a caso della sua famiglia) e la richiesta, appena udibile, pronunciata a denti stretti:
“Mi fai accendere sta cazzo di candela, per favore? Ti stai divertendo? Non mi hai ancora umiliato abbastanza?”
Lo so, passerà molto, moltissimo tempo, prima che questo episodio venga archiviato.
Mai capito il cattolicesimo comunque, troppo lontano da me, o forse è solo che la fede non mi è mai stata donata.
In parte provo un po’ di invidia.
Sono esistite delle persone capaci di sacrificare tutto in nome di qualcosa di più grande di loro, che siano valori, ideali, o il “semplice” concetto di libertà.
Non ho eroi, ma nemmeno posso avvicinarmi a queste persone mantenendo la testa alta.
Non c’è davvero niente al mondo, niente, che io possa reputare abbastanza importante da farmi combattere.
Non credo in niente, non rischierei mai niente per qualcosa che non faccia parte della mia limitatissima sfera d’interesse.
Farei qualsiasi cosa, e sarei pronto anche a morire qui e adesso, ma solo per poche, pochissime persone al mondo.
Con moltissime probabilità non sei tra queste persone.
Con decisamente molte meno probabilità sei tra queste persone, sai di esserlo, e ti starai facendo una grassa risata per tutte queste cazzate.
In rarissimi casi sei tra queste persone, forse non ne hai la minima idea, non avresti mai dovuto esserci, non ha nessun senso che tu ci sia, e dammi un po’ di tempo che sistemerò anche questo assieme a tutte le altre questioni da risolvere che ho in agenda.
Egoista e Nichilista.
Punto solo a stare bene, a tornare ad essere felice.
Tengo stretto tutto ciò che rema nella stessa direzione, mentre sto lasciando fuori tutto ciò che (direttamente o indirettamente) prova a portarmi fuori rotta.
Cazzo che eroe!
Garantisco, non avevo di certo bisogno che quel cero facesse così tanta fatica a prendere fuoco per capire dove mi avrebbe posizionato Sant’Agostino… è già molto che non abbia preso fuoco io! (Come in maniera elegante e proprio carina mi hanno fatto notare quelli della bisca. Combattiamo fianco a fianco tutte le domeniche, una vita di Dungeons & Dragons passata insieme, e questo è ciò che giustamente pensano di me 😉).
Al netto di questo spiacevole inconveniente, è stato davvero molto bello essere parte di un momento così importante.
Succedeva qualcosa che attirava la mia attenzione, e subito mi sentivo gli occhi puntati di chi stava al mio fianco, a volte accompagnati da una risata appena abbozzata, a volte accompagnati da sguardi minacciosi che sapevano tanto di “Brunino, fai il bravo!”
Una complicità davvero molto intensa, che spero duri per sempre.
Tippe e Sam sono al centro del mio mondo, non mi sento vincolato, non sento nessun obbligo, ce li ho messi io, ho scelto io, li sceglierei sempre e comunque.
E l’essere stato scelto come padrino della mia potato è stato un qualcosa che nemmeno posso provare a descriverti…
“Mi interessa relativamente l’aspetto religioso, e sinceramente per me non è così importante se credi davvero o no, penso più al significato della parola padrino in se… Mia figlia è la cosa più importante che ho, e se mi dovesse mai capitare qualcosa vorrei che avesse te, la affiderei a te. So che anche per Tippe è la stessa cosa, nonostante adesso ti stia dicendo che d’ora in avanti la dovrai accompagnare a messa tutte le domeniche! 😂”
So di non essere all’altezza e so di non meritarmi tutto questo.
Ma non sai quanto mi ci sono aggrappato forte ultimamente.
Ho provato a tenerlo nascosto come potevo, e so di non esserci riuscito un granché.
Cercavo comunque di sembrarti tranquillo, di essere presente nei momenti che vivevo, ma ti giuro che è stato uno sforzo allucinante.
Troppe difficoltà capitate tutte insieme sono state un brutto colpo per me, e mi hanno portato a qualche problema di salute mentale proprio come mi era successo circa una decina di anni fa.
In questi giorni va un pochino meglio, o almeno ci sto provando.
Ho una strada, ho deciso i prossimi passi, e spero che tutto vada bene, di uscirne anche a questo giro.
Mi manca il Brunino di prima, quindi prometto che ci lavorerò su.
Ad ogni modo qualche Grazie e Graziella è cosa buona e giusta, e sento di volerlo e doverlo fare.
Quindi grazie per essere stata ad ascoltare una valanga di cazzate nonostante i tuoi ben altri pensieri per la testa, inclusa quella simpatica frattura che ci sta facendo sbantecare e non poco.
Grazie per il vostro quasi quotidiano cercare di portare la mia testa altrove, soprattutto nei momenti in cui mi vedete più “perso”.
Non deve essere piacevole vedermi girare per casa vostra per tutto questo tempo, soprattutto dopo i ventisette anni vissuti sotto lo stesso tetto.
Grazie per i tuoi coretti, sempre molto apprezzati, soprattutto per gli ultimi su Sussudio (anche se più che Phil Collins mi hai ricordato parecchio Antonellone Venditti in tutta la sua “pacata sguaiatezza” se puoi concedermi una licenza poetica!)
Ridere come due cretini senza essere capaci di andare avanti a suonare per un quarto d’ora abbondante.
Pazzesco!
Grazie per quel “vestiti che sto per passarti a prendere” seguito qualche ora dopo da un “e quindi? Sono riuscito a farmi perdonare?”
Non sai quanto sia bello per me averti al mio fianco.
Grazie per prendermi per il culo ad ogni occasione sui “valori nutrizionali” delle cose che mangio, o forse dovrei dirti grazie per aver trovato un modo alternativo per cercare di non farmi partire per la Norvegia 😜 (e tutto questo nonostante il quantitativo imbarazzante di bullismo che sei “costretta” a subire!)
Grazie perché ultimamente “un po’ lo sai che esisto” (e qui dovrei chiedere scusa ad entrambi… sia ad Angelo che ad Alice! Ma cercate di mettervi per un secondo nei miei panni: il discorso stava diventando troppo troppo troppo serio, ed una volta che una cazzata del genere l’hai immaginata, vuoi davvero non scriverla? Potevo fare anche peggio, potevo citare il “nostro” filo rosso scrivendo una cosa del tipo “cerco di stare un po’ meglio ma mi tieni sveglio molto più di Tony Boy” quindi dai… lasciatemi passare anche questa se potete.)
Un “grazie per la pazienza” a te che sei “costretto” ad avermi intorno, e soprattutto uno a te che decidi di farlo per tua libera scelta.
Io non lo farei.
Chiudo prendendo qualche riga per salutarvi tutti.
Non penso seguiranno nuovi interventi su questa pagina, intendo non nel prossimo futuro.
Credevo che vi avrei dato tutte le motivazioni, ma arrivato a questo punto non sento più di volerlo fare.
Se potete accontentarvi “delle motivazioni secondarie”, allora posso dirvi che utilizzerò il tempo che solitamente ritaglio per “sfogo creativo” in modi diversi.
Io e Mester stiamo per entrare in fase di pre-produzione.
Abbiamo intenzione di lavorare ad un paio di pezzi che speriamo di potervi fare ascoltare presto, magari quest’autunno.
Giuro, non sto più nella pelle!
Non vedo l’ora di potermici dedicare completamente.
Ancora una volta grazie per aver letto queste righe e grazie per esserti immerso nel mio mondo per qualche minuto.
Mai dato per scontato, lo giuro.
Immagino ci si vedrà in giro.
‘Mocc.
Your Favorite Milk Delivery Boy.

che sarò diverso entro settembre
che non porterò con me più le tenebre…