Caramello salato.

Ad essere sincero i segni che questa giornata non avesse nessuna possibilità di cominciare come tutte le altre erano ovunque, ed in grande assortimento. Pensare di stipendiare gli astrologi per sentirti dire quello che vuoi potrebbe anche suonarti come una buona idea, se solo tu credessi a queste cose e soprattutto se solo tu non avessi finito le sigarette e la base della sopravvivenza nella tua dispensa. Quindi meglio riformulare:

Ad essere sincero i segni che questa giornata non avesse nessuna possibilità di cominciare senza andare a fare la spesa erano ovunque, ed in grande assortimento. Inutile combattere il volere delle stelle, della madonna o di chi per lei.

Sono nel mio “sottocasa” di riferimento…

“Ti prego, dimmi che hai usato volutamente il termine “sottocasa” per indicare il Conad di Via Modenesi con il solo scopo di proteggerti dal conflitto di interessi che verrebbe generato dal tuo ammettere di fare la spesa alla concorrenza. E poi dimmi che stai lasciando volutamente anche l’indirizzo del punto vendita per potertela ridere quando rileggerai tutto questo in futuro”.
“Certo che sì”.

Pochi minuti, passaggi rapidi tra le corsie, tanto sai benissimo che dimenticherai più della metà delle cose di cui avevi davvero bisogno, e prima ancora di potertene accorgere ti trovi in cassa assorbito nei tuoi pensieri  nell’attesa.

Arriva lei, look decisamente alternativo ed interessante, inizia ad appoggiare le sue cose finché non finisce il nastro a disposizione e rimane con un po’ di spesa tra le braccia. La osservi per un attimo, valuti se compiere il famoso “gesto dell’imbarazzo” di mettere il divisorio tra la tua spesa e la sua, poi decidi di non farlo e aspetti che a farlo sia lei, tiri fuori il telefono e rileggi una conversazione di poco tempo prima. Lei finisce di sistemare la spesa (ma il divisorio poi ce l’ha messo?? Sì, sì… tranquilli) e quasi di riflesso si mette ad usare il telefono.

“I gelati che hai preso sono stra-buoni. A me piacciono tantissimo quelli al caramello salato, non so se li hai mai provati”

CI SIAMO.

Ora il racconto potrebbe prendere tante direzioni diverse, e farò del mio meglio per mostrartele tutte. 

La via più razionale, quella che ti farebbe rispondere “e grazie al cazzo, vita mia… ci sono poche cose al mondo che danno lo stesso livello di assuefazione del caramello salato, del caffè e delle Marlboro”.

La via più “over-sensitive”, quella che ti lascia un po’ senza parole. Non è un segreto, l’autostima non è mai stata una delle mie caratteristiche principali ed ho più di qualche problema con gli specchi, quindi un approccio che arriva direttamente dal nulla, che io non mi sia andato a cercare con una delle mie bellissime figure imbarazzanti,  mi disorienta a dire poco.

Ma questo è il mio blog, quindi il racconto non può che proseguire con la teoria delle tre categorie scritta a quattro mani con un amico che classifica il comportamento di noi “good old-fashoned lover boys” in reazione ad una situazione simile. 

Categoria uno: tutti quelli che già dalle sue prime parole stanno pensando “ma con questa ci usciresti o no?” (e vi garantisco che vi sto dando una versione decisamente più edulcorata).

Categoria due: tutti quelli che pensano esattamente le stesse cose di quelli della categoria uno, ma decidono di mentire sapendo di mentire affermando che non è così.

Categoria tre: gli omosessuali.

Appartengo orgogliosamente, ed in maniera anche pessima e/o imbarazzante, alla categoria numero uno, e quindi ecco che…

“Sì li ho provati. Vero, sono buoni da Dio. Però dai alla fine tutti i gusti che fanno sono spettacolari, io ci sono sotto di brutto”.

“Ma quelli al caramello salato di più. Punto. Mi sono anche incazzata un sacco perché avevo fatto scorta per poi venire a sapere che al Gigante dove vado di solito erano in offerta”

[…]

La cassiera mi guarda, era come se avesse scritto in faccia “ma da bon?”, quindi mi scuso ed un po’ imbarazzato dico di voler pagare con la carta ed inizio frettolosamente ad imbustare. Ringrazio la cassiera, saluto la ragazza che mi risponde con un sorriso ed esco dal negozio.

Ora so benissimo che vorreste che il mio racconto proseguisse, che vi raccontassi di come abbia presto tutto il tempo necessario per allacciarmi bene la cintura, per aver cercato con calma la temperatura confortevole, e che la sintonizzazione con RTL 102.5 fosse perfetta con il solo scopo di aspettare che lei uscisse dal supermercato, che mettesse la sua spesa nel cestello della bicicletta e tutto quello che sarebbe potuto succedere / è successo dopo. Ma questa è a tutti gli effetti una puntata de “le disavventure del lattaio con l’innamoramento facile” quindi già lo sapete: non verrete accontentati.

Prometto che non tradirò mai il format di questa rubrica. 😂 

E quanto a te, ti prometto che ogni volta che starò assaggiando qualcosa al caramello salato un po’ ti starò pensando, ripenserò a questo incontro e soprattutto ripenserò alle calze allucinanti ed improbabili che indossavi stamattina. Ti giuro, ora la mia collezione ha assunto tutto un nuovo significato.

‘Mocc.

Yours.

Brun-eee-no

(Yes, it’s the Milk Boy, a questo giro con il gettone trasferta).

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