MICHELA ALCOHOL-TELLAMI

Schizzo_di_sangue

Ok, Michela alcohol-tellami non sfigurerebbe affatto come titolo di una canzone dei primi dischi dei Verdena o degli Afterhours, e non ditemi che anche solo leggendolo non vi siano subito venuti in mente i signori Agnelli e Ferrari perché non ci credo.

Il punto della questione è molto semplice, vale a dire che dal momento in cui la partenza mia e del Giamma verso San Giuliano non sembra al momento realizzabile, sono “costretto” a restare a scapito dei “disastri, pericoli ed ostilità di vario tipo”, per la gioia di chi si era preoccupato di un mio imminente trasferimento leggendo un mio post scherzoso di qualche giorno fa.
Andava tutto bene, poi, preso da un momento di “sbandamento”, ho aperto la nostra conversazione di WhatsApp e gli ho mandato un audio chiedendogli gentilmente di venire giù un attimo a Piacenza per prendermi a schiaffi, dal momento in cui me li merito per davvero.
La conversazione, che per ovvi motivi doveva essere privata, è stata invece intercettata dalla sua dolce metà che, avendo solo in parte chiara la mia questione, nel rispetto delle antiche tradizioni e del suo inconfondibile stile ha promesso sia a me che a lui un paio di coltellate ciascuno.

(eh sì, la passione di Michela per le armi perforanti e taglienti ormai è leggenda, poi di solito ci vado sempre di mezzo io, stavolta è toccato a lui… to each his own)

(No, dai… aspetta. La sto dipingendo come un mostro 🙂 Le coltellate ce le meritiamo tutte, non è colpa sua, come custode della mia copia in vinile di Parachutes dei Coldplay, posso solo dire di volerle bene, e giuro che non sto cercando un modo per scappare dalla sua collera.
Per quello c’è sempre il salto della barriera casse, e per il Giamma le chiavi sono sempre al solito posto, ed il pigiamo e l’orsetto sono sempre a disposizione.)

Right, è stata questa “promessa violenta” la fonte di ispirazione per questo titolo, il gioco di parole invece fa soltanto riferimento alla facilità con la quale spesso e volentieri “cedo”.

Adoro dare dei titoli provvisori alle canzoni che scrivo, è un cosa che facevo già da quando suonavo nei Pertegò.
Prima di questa conversazione avevo suonato tutto il pome, come ho sempre fatto quando la situazione lo richiede, quando c’è qualche questione che inizia ad essere un po’ più complicata, quando sei un po’ preoccupato per qualcosa o anche solo un attimo nel dubbio… in tutti quei casi dove hai solo bisogno di spegnere il cervello.
Fair enough.
Quindi ho ripreso in mano un pezzo che stavo scrivendo (o ri-scrivendo per essere più precisi), e se quando l’avevo iniziato ero carico di rabbia e di voglia di farla pagare, ha preso dei colori completamente diversi, e forse va bene così.
Lascerò allo Shortie il compito di scriverne il testo, così da continuare con questo metodo “a quattro mani” con il quale stiamo scrivendo un disco insieme (mi occupo della parte strumentale scrivendo e suonando tutte le parti di tutti gli strumenti, lui si occupa di scrivere i testi che poi canterà)
Nemmeno immaginate quanto mi piace la sua voce o più in generale quanto mi piace l’idea di fare musica con lui.

Sono in un periodo parecchio creativo, sto scrivendo davvero un sacco ( senza nemmeno contare “Vale dimmi un po’ com’è che fai” dedicata al cappuccino più buono di sempre e “Francesca s’è incazzata” scritta dopo la sua reazione alla mia sbarbata violenta 😉 )

Ho una voglia fottuta di suonare, e questo è solo un bene…

ok, può bastare.

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