10 Giugno 2016 alle ore 11.45
You may find out that your self-doubt means nothing was ever there.
You can’t go forcing something if it’s just not right.
_________________
10 Giugno 2016 alle ore 1:26
Stavo iniziando questo post scrivendo che all’alba del l’una e un quarto (e non so perché il correttore automatico dell’iPhone me lo fa scrivere così) ce l’ho ancora su con ago perché mi sbaglia gli attacchi sul mio pezzo… Ma poi ho lasciato perdere ed ho deciso di perdonarlo… 😉 è solo che mi serviva un modo divertente per dire che sono stra-soddisfatto di come stanno andando sti Pertegò. Davvero. Sarei andato avanti a suonare tutta notte senza stancarmi e tenendo tutto il resto fuori. 🙂
_________________
10 Giugno 2013 alle ore 23.22 ·Instagram·
Add a caption?
_________________
A sto giro la funzione “Accadde Oggi” di Facebook parla chiaro.
Probabilmente non è un caso se nella quasi totalità dei film dove uno dei protagonisti ha “questioni psicologiche da risolvere” gli viene imposto di scrivere le cose che gli passano per la testa.
Non sto dicendo di essere malato (non del tutto almeno) ma ringrazio la mia voglia di scrivere su di me di tanto in tanto per l’enorme potere di “autoanalisi” che il rileggermi dopo un po’ di tempo mi conferisce.
Mi trovo davanti a tre ricordi…
Del primo non voglio parlare perché non mi va di coinvolgere la persona in questione, nonostante la sua assenza dai social network da qualche anno ormai.
Con quella frase da “When I Come Around” dei Green Day (uno dei miei pezzi preferiti da sempre e per sempre) volevo soltanto gridare a me stesso di smetterla.
Il secondo è forse il più bello.
Ricordo quella serata, stavamo preparando un concerto. Dovevamo suonare per la prima volta KVH, un pezzo che ho scritto per una persona a cui tengo davvero un sacco ( e poi dicevano che brunino scriveva pezzi solo per le sciacquette 😉 ) e Ago davvero non voleva saperne di azzeccarmi gli attacchi.
Come tutti ormai sapete non faccio più parte di quella band. Non so che cosa combineranno in futuro e non sapete quanto ne sento la mancanza tutti i giorni.
Sentirsi obbligati a lasciare un posto che ami è una cosa che non auguro a nessuno, ma purtroppo non c’era nessun altro modo.
Ero davvero contento di come stavano andando le cose per noi e tra di noi, e davvero quella sera sarei andato avanti a suonare tutta notte senza stancarmi e tenendo tutto il resto fuori.
Tutto il resto fuori, e quel periodo per me è stato davvero davvero difficile.
Grazie di tutto.
In ultimo… “Silver Bill”, Mat Kerekes, perché tutti abbiamo bisogno di una fonte di ispirazione.
Non una rock-star, ma un artista emergente classe 1994 che sta facendo un sacco di cose davvero davvero interessanti sia come solista che con i suoi Citizen.
Cercavo una versione in acustico di “There Is A Light That It Never Goes Out” degli Smiths e sono inciampato nella sua versione. La sua voce mi ha rapito da subito e non mi perdo più una singola uscita da allora. Io gliel’ho anche scritto, e spero di incontrarlo un giorno per ringraziarlo di persona e dirgli “Mat, grazie per avermi ricordato che la musica rappresenta la cosa più importante della mia vita quando da lei mi stavo allontanando” perché alla fine è proprio così…
è quel chiodo fisso che non mi basta mai.