April 17th: conclusioni finali.

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Progettavo di scrivere questa cosa mentre ero sdraiato sul divano dei miei, chianti in circolazione, in riproduzione “April 17th”.

Era la prima volta che cercavo di ascoltarlo come se non l’avessi fatto io, impresa praticamente impossibile per il significato che hanno quelle canzoni, ma “stavo bene”, contentissimo del risultato ottenuto e contentissimo di averla fatta questa cosa…
Ho buttato un occhiata alle statistiche delle riproduzioni / download e devo dire che davvero non mi aspettavo che così tanta gente abbia deciso di buttare del tempo ad ascoltarmi.

Questo, assieme ai tanti messaggi e telefonate inaspettate da persone più o meno “vicine”, mi ha lasciato senza parole.
Vivo con la certezza di non meritarmele queste cose, ma sono davvero davvero davvero preso benissimo.

Prima di “archiviare” questa cosa ho ancora un paio di parole:
Ci siamo ritrovati dopo anni a  suonare insieme e siamo stati a dir poco IMBARAZZANTI, ma forse è stato ancora più bello per questo motivo…
non ero capace di fare queste cose allora, figurati adesso.
Ma per voltare la pagina ed “onorare” un bel ricordo le cose vanno vissute fino in fondo, quindi a posto così…

Grazie di cuore a tutti quelli che, in modi diversi, hanno fatto parte di quella cosa!
yours.
Bruno.
brunodemicco.bandcamp.com

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16 Aprile, Ore 11.30

No, non sono gli auguri di buona Pasqua 🐣😜.

Scrivo per chiedere venia per tutti i messaggi senza risposta e per tutte le chiamate perse di questa settimana parecchio impegnativa (credetemi, avevo un motivo, grazie per la pazienza😊)

Domani
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17 Aprile, ore 0.01

TEN YEARS LATER

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17 Aprile, ore 0.06

Una cartella dimenticata in un hard disk esterno.
Al suo interno, delle take di batteria del Bindio risalenti ad una vita fa, quando i Tapes avevano intenzione di fare un disco.

Riascolti quelle cose dopo qualche anno e, preso da un momento di follia, decidi di costruirci attorno un Ep… e poi lo fai davvero, perché alla fine è giusto così.

Non sto qui a spiegarti che cosa significa per me essere stato parte di tutto questo, anche perché non mi verrebbero mai le parole, ma domani appena finisco di lavorare due righe a riguardo prometto che provo a scriverle…
Fino ad allora: a QUESTO LINK puoi ascoltare e/o scaricare (gratuitamente) l’ep.
Buonanotte!
yours.
Bruno.
brunodemicco.bandcamp.com

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17 Aprile, ore 18.07

Ho un tatuaggio sull’avambraccio, una cassetta “sfilata”, sul nastro la scritta 17 AP 07… sì, esattamente come venivano timbrati i biglietti del pullman.

Dieci anni esatti dal giorno più bello della mia vita.

Vi è dato di conoscere solo uno dei due motivi, e parlo di quella fuga da scuola.

Chiaro, a 28 anni il termine non può che farmi ridere, ma è così che tutto iniziava, con una telefonata a mia madre (ero solito fare così) per avvisarla che anziché starmene dietro al mio banco (rigorosamente in fondo a destra) sarei stato al “capannone” a Carpaneto a suonare con il Bindio.

Nascevano i Tapes, ed io ero fuori di testa.

Avevo già suonato con tantissima gente, ma già in quel momento capivo che quella band sarebbe stata qualcosa di speciale, qualcosa che mi avrebbe segnato per sempre e, credeteci o meno, è andata davvero così.

Quello che esce oggi è un ep di quattro pezzi, costruito attorno a delle registrazioni di batteria del Bindio, risalenti a qualche anno fa, al periodo in cui avevamo come obbiettivo il nostro primo disco.

“Untitled II” è un pezzo scritto a quattro mani con il Cope, non ha mai avuto un testo o una linea vocale, perciò è rimasta strumentale.

“Things Falling Apart” è invece la prima canzone scritta in vita mia, un brunino di quindici/sedici anni invasatissimo con la musica e, strano a dirsi, inguaribile romantico, a metà tra Ed Sheeran ed Edward Cullen ( come vengo spesso preso per il culo dagli “amici” 😉 )

“April 17th” era una bozza da sviluppare, due note di pianoforte scritte in camera mia un pomeriggio mentre suonavo con Mae e Cope, parole scritte più tardi quando la fine di qualcosa un po’ mi ha ucciso, e “Drown” è una versione in acustico di un pezzo dei Citizen, il mio modo per dire grazie a Mat Kerekes per non avermi fatto smettere di suonare quando davvero non avevo più motivi per farlo.

Non ho ambizioni particolari (i sogni da rock-star sono da ragazzini, quella fase è passata da un pezzo) e sono consapevole di non avere e di non avere mai avuto capacità particolari, anzi… Vi faccio ascoltare questi pezzi solo per condividere questi ricordi, solo perché sono la cosa più importante che ho e non è giusto lasciarli morire in un cassetto (o meglio un hard-disk).

Ho pochissimi ringraziamenti speciali da fare, cercherò di essere il più veloce possibile (esatto, siamo arrivati all’ultima pagina del libretto del “ciddì” dove, oltre ai credits di solito si trovano i vari grazie graziella e grazie al cazzo) quindi comincio subito…

In primis grazie a Corrado Bertonazzi per avermi dato una mano a sistemare le tracce di batteria ritrovate e per avermi consegnato una base solida su cui poter realizzare questa cosa, grazie ad Andrea Rocca per aver registrato la mia voce (pazienza infinita) e per i preziosi consigli sul mixaggio.

Grazie ad Andrea Viciguerra per la copertina. Che poi ovvio, ringraziarti solo per l’artwork sarebbe ridicolo, ringraziarti per tutto il resto servirebbe un intervento intero, quindi mi limito ad un “grazie di esserci” e vedi di fartelo bastare 😉 .

Grazie a donna Giuliana, la Titi, papà ed il brizietto, perché è una fortuna poter sempre contare su una famiglia così.

Grazie ad Elia Battini per i momenti preziosi trascorsi insieme. Averti conosciuto, aver suonato insieme a te, aver vissuto insieme la musica (la cosa che entrambi amavamo più di ogni altra cosa) mi ha decisamente cambiato. Non ti immagini quanto mi manchi, e come promesso, ogni volta che starò suonando lo starò facendo per entrambi.

Infine grazie a Michele Copelli, Luca Maestrami e Alessandro Baldiati per questa avventura incredibile… Non molto tempo fa scrivevo così “di tempo ne è passato parecchio ma sono sempre della stessa idea: i Tapes sono stati la cosa più bella che mi sia mai capitata. La cosa di cui più sento la mancanza se guardo indietro.”

Per me vale ancora così…

Dieci anni.
(cazzo, sto invecchiando 😀 )
yours.
Bruno
brunodemicco.bandcamp.com

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